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A che ora si mangia?

La colazione che diventa pranzo, la scomparsa della cena, il pasto notturno. Come sono cambiati i tempi della tavola dal Settecento a oggi. Lo studio di Alessandro Barbero

18 Settembre 2017 alle 15:11

A che ora si mangia?

Jean-Francois de Troy, "Pranzo di ostriche", 1735 (Chantilly, Musée Condé)

Non c’è medico, e soprattutto dietologo, che non raccomandi di stare attenti alla regolarità degli orari dei pasti. Tuttavia, esiste ancora una certa confusione sui nomi con cui siamo abituati a designarli. Confusione che però non è solo italiana. Perché gli orari dei pasti “sono una costruzione culturale e cambiano non solo da un paese all’altro, ma da una classe sociale all’altra e anche da un’epoca all’altra”, come dimostra Alessandro Barbero in un dotto e divertente saggio (A che ora...

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Michele Magno

È nato nel 1944 in terra di Puglia (si dice così). Comunista pentito, ma non troppo. Sindacalista pentito, ma non troppo. È ancora di sinistra, ma non troppo. Lazialissimo. Non è mai stato togliattiano né berlingueriano. Ha avuto maestri diversi, ma tutti buoni (Lucio Colletti, Luciano Lama, Bruno Trentin). Ha scritto libri noiosissimi sulle trasformazioni sociali e del lavoro, sconosciuti ai più. In compenso, ha letto Marx ed è amico di Duccio Trombadori, che lo presentò a Giuliano Ferrara dieci anni fa.

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