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I separati del dolore

Sono i familiari di Borsellino. Da un lato c’è la compostezza dei figli. Dall’altro la militanza chiacchierona del fratello Salvatore, che abbraccia Ciancimino e si sbraccia per la Trattativa

6 Febbraio 2017 alle 08:51

I separati del dolore

L’abbraccio plateale in via D’Amelio, a Palermo, tra Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo assassinato dalla mafia, e Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco mafioso

E’ una storia di dolore e militanza quella dei Borsellino. Militanza politica e giudiziaria. Il dolore appartiene a tutti, diversa è la reazione che ne segue. Una reazione silenziosa e rispettosa per alcuni. Urlata per altri. Sono mogli, figli, sorelle e fratelli nelle cui vene scorre lo stesso sangue versato dal magistrato dilaniato da Cosa nostra. Una precisazione doverosa in un mondo popolato di gente che si autoproclama portatrice di ideali e valori appartenuti al magistrato assassinato in via D’Amelio....

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Riccardo Lo Verso

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