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I prefetti di Francia

Mustier, Donnet, Bolloré: cosa può aspettarsi la finanza italiana dal triangolo che viene da oltralpe

21 Novembre 2016 alle 10:50

Finanza

La Torre Unicredit in piazza Gae Aulenti, a Milano. Nel luglio scorso la guida della banca è stata affidata al francese Jean Pierre Mustier

E’ in atto un takeover strisciante della finanza francese sulle banche italiane e su quella che ai tempi di Enrico Cuccia si chiamava la Galassia del nord? Parlare di scalata così, papale papale, negli uffici ovattati dalla patina del passato o negli open space in cima ai nuovi grattacieli milanesi assume il sapore oltraggioso di chi mesta nel torbido. Tutt’altra musica davanti agli schermi febbrilmente accesi dei cambiavalute: se c’è battaglia c’è denaro, e fusioni, acquisizioni, matrimoni e divorzi montano...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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