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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

La guerra ai ticket lavoro che incoraggiano il sommerso

Più 66 per cento di voucher solo nel 2015. E’ un dato abnorme, che nasconde una fuga delle imprese dai contratti e una forma di lavoro atipico. In America intanto l'Fbi ha pagato più di un milione di dollari per accedere al cellulare di San Bernardino. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

22 Aprile 2016 alle 11:09

La guerra ai ticket lavoro che incoraggiano il sommerso

San Leonida, martire.

 

Titoli. Essere Draghi significa mettere in fila tutte le parole al momento giusto, dar loro un peso ma senza caricarle troppo, lasciare che si increspino ma non si trasformino in ondata d’ira, che si dispieghino come una forza tranquilla. Così il più anglosassone degli italiani, Mario Draghi, con una battuta ha messo la Germania davanti a un fatto che ogni tanto dimentica e le sgangherate truppe anti-Berlino di casa nostra di fronte alla pochezza della loro strategia urlante. Il nostro punto di vista, quello italiano, è deviato da un dibattito politico senza capo né coda, mettiamo il sale, ma non c’è quasi mai la bistecca. Un esempio? Il Financial Times piazza il discorso di Draghi di taglio in prima pagina, pubblica l’editoriale a pagina 8 e un articolo a pagina 22 sui riflessi di mercato, in particolare sui titoli assicurativi. Poi prendi i giornali italiani e la sensazione è quella di essere fra la trincea del Carso e lo Stadio Santiago Bernabeu a Madrid, un fatto tra guerra e derby calcistico. Primo caffè, Corriere della Sera: “La linea di Draghi: «Difendiamo la Ue non la Germania»”. I proiettili li evoca un’intervista di Romano Prodi: “La Bce ha finito le munizioni”. Altro? Di taglio, c’è una chiacchierata con il più che loquace (dispensa il suo pensiero alle masse ormai quasi tutti i giorni) presidente dell’Associazione nazionale magistrati: “Davigo e l’accusa ai politici: rubano senza più vergogna”. Cosa fa Repubblica? L’apertura è su Draghi, il tono è sempre quello, con la trasformazione del presidente della Bce in un boxeur: “Lo schiaffo di Draghi: la Bce non lavora solo per Berlino”. Facciamo un giro di titoli. Carlino-Nazione-Giorno hanno un’intervista a Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo le cui interviste e dichiarazioni sono inversamente proporzionali al suo peso politico. “Schulz: basta austerità”. La Stampa è in fase Mezzogiorno di fuoco: “Draghi-Merkel, duello sui tassi”. MF dipinge un personaggio che va a funghi: “Draghi cerca bond dappertutto”. Il Sole 24 Ore la mette sul piano dell’autonomia: “Draghi: Bce indipendente non obbedisce ai politici”. Il Giornale cambia spartito e vede democratici con le mani alzate: “Legittima difesa, il Pd si arrende ai delinquenti“. Libero tiene d’occhio Renzi sull’estensione del bonus pensioni: “Mancetta elettorale da 20 euro”. Il Fatto Quotidiano è in piena campagna d’Egitto: “Giulio Regeni è stato immolato nella faida tra i Servizi egiziani”. Cose romane per rallegrare la giornata. Un caffè ar vetro e Il Messaggero: “Roma, Berlusconi non decide. FI ora rischia la grande fuga”. E’ il grande romanzo capitale del centrodestra, lo specchio di una crisi che a Milano ha trovato un candidato e un progetto (Parisi) e a Roma ha costruito quello che oggi esprime la Capitale: nulla. Buona giornata.

 

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Il boom dei voucher. Il titolo di taglio di Repubblica riprende un tema interessante e sottovalutato, il vero tema che sta a cuore a milioni di italiani, il lavoro: “Quei voucher aiutano il sommerso”. Svolgimento: “Entro giugno arriverà la tracciabilità dei voucher. L’obiettivo è contrastare il boom dei ticket lavoro, +66% solo nel 2015, dietro al quale si nascondono nuove forme di economia sommersa”. Un’ascesa da razzo interstellare, segnalata dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps: “Nel primo bimestre 2016 sono stati venduti 19,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo bimestre 2015, pari al + 45%”. Guardate questa tabella:

 

 

E’ un dato abnorme, che in molti casi nasconde una fuga delle imprese dai contratti e un mascheramento del lavoro sommerso con una forma di lavoro atipico. I lavoratori si affittano, il problema è che la società è costruita su un altro modello: accesso al credito, una dignitosa pensione, la costruzione del futuro per chi vive in questa dimensione sono una chimera.

 

Obama in Germania. Dopo aver dato una mano a David Cameron nella campagna sulla Brexit, il presidente americano va a Hannover dove incontrerà Angela Merkel. Quali sono gli obiettivi di questo tour? Cercare di capire quanto è stabile l’Unione europea, anche se per un presidente in uscita la priorità è un’altra: uscire dalla Casa Bianca senza guerre e con l’economia in salute.

 

Energie alternative? Occhio ai fallimenti. SunEdison, il gigante mondiale delle rinnovabili, negli Stati Uniti è andato gambe all’aria.

 

Craccare costa. L’Fbi ha pagato più di un milione di dollari per accedere al codice del telefonino del terrorista di San Bernardino.

 

Perché Prince era il più grande talento musicale del pianeta. Su The Verge un ottimo articolo per capire il genio di Minneapolis.

 

Perché la musica di Prince è (quasi) introvabile su internet. Non fa guadagnare abbastanza chi vive di musica, semplice. E ben raccontato sul Sidney Morning Herald.

 

Perché Prince resterà Prince, per sempre. La poesia titanica di Purple Rain, interpretata magistralmente in Battle Guitars.

 

 

 

22 aprile. Nel 1964 a New York si incontrano per la prima volta Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke. Muove i primi passi la sceneggiatura di 2001 Odissea nello Spazio.

 

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