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Ieri Hannover, oggi Saint-Denis. E continuano a non chiamarla guerra

E’ quella che i benpensanti non vogliono chiamare “guerra” per evitare di chiamare le cose con il loro nome e dover prendere perfino delle decisioni da tempo di guerra. La realtà sta facendo strage delle loro illusioni.

18 Novembre 2015 alle 10:34

Ieri Hannover, oggi Saint-Denis. E continuano a non chiamarla guerra

Dedicazione delle basiliche dei santi Pietro e Paolo, Apostoli.

 

Titoli. Andati a dormire con lo stadio svuotato in Germania, ci siamo risvegliati con le vie di Saint Denis piene di proiettili e kamikaze. E’ quella che i benpensanti non vogliono chiamare “guerra” per evitare di chiamare le cose con il loro nome e dover prendere perfino delle decisioni da tempo di guerra. La realtà sta facendo strage delle loro illusioni. Primo caffè, Corriere della Sera: “Gli stadi svuotati dalla paura”. Catenaccio: “«Una bomba pronta a esplodere», annullata Germania-Olanda. E salta pure Belgio-Spagna. Ma a Wembley Inghilterra-Francia non si ferma. Ottantamila tifosi cantano la Marsigliese”. Sono cose che solleticano la fantasia del giornalismo collettivo, titoli facili per buoni sentimenti. E la guerra? Oh, c’è quella di Putin che per Franco Venturini “è incerta”. Può darsi, ma lui la fa. Hollande è stato costretto dagli eventi a farla. Mentre gli altri presunti statisti hanno paura perfino a pronunciarla, quella parola. Vediamo cosa fanno a Repubblica: “Germania, l’incubo dell’Is”. Alle quattro del mattino, quando è cominciato il blitz delle forse speciali francesi a Saint Denis, tutti i titoli sono invecchiati. Cerchiamo qualcosa che non sia ingiallito. Repubblica ha due titoli nel taglio basso. Il primo è sul comico pentastellato: “Grillo cancellato dal simbolo M5S. Il movimento ora è adulto”. Era la notizia che ci voleva per partire di slancio. Il secondo titolo è una storia che potrebbe diventare un thriller finanziario, quella della morte di David Rossi, dirigente di Mps che morì lanciandosi dalla finestra del suo ufficio a Siena: “Scandalo Mps, la vedova di Rossi: non fu suicidio ecco le prove”. Altro? Cose dal mondo della finanza. Su MF una parabola del futuro dei mercati: “Borse in volo in vista del maxi-Qe”. Il Sole 24Ore proietta la realtà e le aspettative: “Energia e difesa trainano le Borse”. Forte crescita dei titoli della difesa e dell’aerospazio. Allacciate le cinture, si decolla, buona giornata.

 

Francia-Russia-Stati Uniti. Emerge una nuova triplice alleanza? Il Wall Street Journal forse è ottimista, ma è da leggere.

 

Grecia. E’ sparita dalle pagine di quelli che “siamo tutti ateniesi”, ma continua a ballare il sirtaki finanziario. E’ stato raggiunto un accordo con i creditori. L’ennesimo, vediamo quanto dura.

 

Cina nucleare. Costruirà due centrali nucleari in Argentina. Contratto da 15 miliardi di dollari.

 

Forziere Italia. UBS, il gigante svizzero del credito, ha comprato il ramo italiano del Banco Santander che si occupa di gestioni patrimoniali. Valore dell’operazione 2,7 miliardi di euro, molti soldi per un mercato ricco ma con una forte concorrenza. Santander ha uffici a Varese, Milano, Brescia, Roma, Napoli e Salerno. Con questa acquisizione UBS sale al quarto posto nel settore delle gestioni patrimoniali in Italia.

 

18 novembre. Nel 1926 George Bernard Shaw rifiuta il Premio Nobel: “Posso perdonare Alfred Nobel per aver inventato la dinamite, ma solo un demone con sembianze umane può aver inventato il Premio Nobel.".

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