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Tra Grecia, Podemos e Stato islamico

Renzi. Berlusconi. I partiti. Poi la Grecia. Manca una settimana al voto regionale, i quotidiani sono lo specchio del poco o nulla che c’è. Il Giornale fotografa involontariamente la situazione con un titolo metafisico: “Berlusconi oltre i partiti”. Repubblica non si fa fregare dalla tentazione elettorale e apre con la Grecia: “Atene: finiti i soldi non paghiamo i debiti”.

25 Maggio 2015 alle 11:10

Tra Grecia, Podemos e Stato islamico

Yanis Varoufakis (foto LaPresse)

San Beda il Venerabile, sacerdote e dottore della Chiesa, che, servo di Cristo dall’età di otto anni, trascorse tutta la sua vita nel monastero di Jarrow, in Inghilterra.

 

Titoli. Renzi. Berlusconi. I partiti. Poi la Grecia. Manca una settimana al voto regionale, i quotidiani sono lo specchio del poco o nulla che c’è. Il Giornale fotografa involontariamente la situazione con un titolo metafisico: “Berlusconi oltre i partiti”. Repubblica non si fa fregare dalla tentazione elettorale e apre con la Grecia: “Atene: finiti i soldi non paghiamo i debiti”. Non pagavano neppure quando li avevano, i soldi. Ma andiamo avanti. E il voto come andrà? Renzi ieri ha detto 4 a 3, in molti pensano che la Liguria sarà un problema (ma anche no). Segnalo il termometro del Secolo XIX: “Candidati con troppe ombre”. Forse solo ombre di candidati. Buona giornata.

 

Istat. Per sapere, per capire. Oggi escono i dati sul commercio estero extra Ue, Aprile 2015.

 

Tutti fuori. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è in Serbia. Tour sudamericano per Laura Boldrini. La presidente della Camera, è in Argentina, Cile e Brasile.

 

Politica estera (italiana). Federica Mogherini e Paolo Gentiloni oggi sono al convegno su “Le sfide nel Mediterraneo: le risposte dei progressisti europei” (ore 14,30, Sala della regina, Montecitorio).

 

Rai. Oggi l’assemblea degli azionisti vota il bilancio e resta aperta per nomine. Nessuno vuole allungare il brodo, ma candidati forti per ora non se ne vedono. O forse no. Occhio a Marinella Soldi, ad di Discovery Italia.

 

Il voto degli altri. E’ stato un fine settimana elettorale. Voto nazionale in Polonia e amministrativo in Spagna. In Polonia ha vinto un partito di centrodestra, Diritto e Giustizia, guidato da Andrzej Duda, 43 anni, ultranazionalista. Il voto che ci interessa di più è quello della Spagna. Il Partito popolare è in seria difficoltà, è ancora il primo partito ma in realtà ha perso terreno quasi ovunque e il risultato è il peggiore degli ultimi vent’anni e la classe dirigente appare vecchia. A Madrid e Barcellona sono emerse a sinistra le figure di due donne, Manuela Carmena e Ada Colau. Tra i popolari, zero. Nonostante i buoni dati della ripresa economica, il premier Mariano Rajoy non è riuscito a far recuperare credibilità a un partito coinvolto in molti scandali. E i giovani in Spagna votano a sinistra: il 50,9 per cento è senza lavoro.

 

Che si fa con l’Iraq? Il capo del Pentagono, Ashton B. Carter, ha detto chiaramente che l’esercito iracheno è un disastro. Nel momento in cui sembrava essere in difficoltà, Isis ha messo a segno due colpi: ha preso Palmira in Siria e Ramadi in Iraq. E’ di fatto sulla strada di Damasco e di Baghdad. Tre mappe dell’Institute for the Study of War aiutano a capire meglio.

 

La presa di Ramadi fa parte di una strategia per controllare tutta la provincia d Anbar. Fino al 15 maggio la città era contesa tra esercito iracheno e Isis. Ecco la situazione.

 

Ma gli iracheni non resistono e tre giorni dopo si ritirano.

 

Il risultato è che Isis si sta espandendo in tutto l’Iraq.

 

Per gli Stati Uniti è un gigantesco problema, il vero nodo del fine mandato del presidente Obama.

 

25 maggio. Nel 1977 Guerre Stellari debutta al cinema. Questi erano i titoli d’apertura originali…

 

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