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Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

Tra Riga e Roma oggi si parla di Grexit, Brexit e Italexit

In Lettonia è in agenda il vertice europeo del partenariato orientale. Si parlerà un po' di tutto, soprattutto della Grecia. Si attendono i dati Istat, mentre dall'Arabia Saudita arriva l'annuncio: economia oil-free entro questo secolo. Fatti, commenti, appuntamenti del giorno presi dal taccuino di Mario Sechi

22 Maggio 2015 alle 09:48

Tra Riga e Roma oggi si parla di Grexit, Brexit e Italexit

Angela Merkel, Francois Hollande e Alexis Tsipras a Riga (foto LaPresse)

Santa Rita da Cascia, la “santa degli impossibili”.

 

Titoli. Pensioni. Isis. Corruzione. Ottimismo di primo mattino. Cominciamo dal Corriere della Sera che si occupa di una cosa seria ma, come spesso capita in via Solferino, con un titolo di ieri: “L’Isis avanza con stragi e distruzioni”. E Repubblica come se la cava? Bene, perché ha un’interessante intervista a Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, che critica la Corte Costituzionale (era ora, signori del governo). La Stampa decide che è meglio occuparsi di corruzione e titola: “Corruzione, pene più severe e ritorna il falso in bilancio”. E le pensioni? Oltre a Padoan, se ne occupano da giorni in tandem Il Giornale e Libero. Il primo entra in tackle così: “Intellettuali e magistrati. Ecco le pensioni gratis”. Il secondo dà un colpo di clava: “Agli onorevoli banchieri super pensioni regalate”. Cose diverse? Il Quotidiano Nazionale ne ha una che forse meriterebbe qualche riflessione a Palazzo Chigi e nelle istituzioni: “Bolzano, no al Tricolore”. E’ il sommario a dare la misura della faccenda: “In Trentino Alto Adige bandiere a mezz’asta per l’anniversario della Grande guerra. Disattesa l’indicazione del governo”. Buona giornata e viva l’Italia.

 

Renzi. La risposta del governo sulle pensioni? "Efficace e secca. La Corte costituzionale ha fatto sentenza, noi l’abbiamo rispettata”. E’ il Renzi del mattino, dal vertice di Riga.

 

Istat. I numeri da guardare, da pesare, da valutare. Oggi escono i dati su fatturato e ordinativi dell'industria, marzo 2015; quelli sul commercio al dettaglio, marzo 2015; e i costi di costruzione di fabbricato residenziale e tronco stradale, marzo 2015. Tutto il resto è letteratura.

 

Grexit. Continua il sirtaki finanziario della Grecia, Renzi è a Riga per discutere anche di questo delicato dossier. Sarà Grexit o Atene resta nell’Euro? Difficile soluzione, il vertice tra Merkel, Hollande e Tsipras non sembra aver risolto granché. Basta leggere le dichiarazioni diplomatiche della cancelliera tedesca che parla di incontro "amichevole e costruttivo e c’è ancora molto lavoro da fare con i creditori”. Il problema è sempre quello: Atene non ha intenzione di mettersi in Riga. E poi c’è una domanda: dov’è il pil della Grecia?

 

Brexit. David Cameron a Riga ha confermato che il referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito in Europa si terrà nel 2017. Per lui “i negoziati avranno alti e bassi”.

 

Italexit. Se ne discute a Roma all’Università La Sapienza in una conferenza intitolata così: “E' realistica per l'Italia l'opzione di uscire dall'euro?". Partecipa l’ex ministro Vincenzo Visco (ore 16,00)

 

Petrolio. Ci sono dichiarazioni che pensi siano possibili solo nei film. E invece no. Apri il Financial Times e leggi che il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita, Ali al Naimi, immagina un futuro oil-free entro la metà di questo secolo. I sauditi non più potenza petrolifera, ma un paese che investe nel solare e nelle energie alternative.



Per ora, sono impegnati al gioco dell’omino nel pozzo e tengono il prezzo del petrolio ai minimi storici. Quanto durerà? Dipende da quanto cresce la domanda di petrolio interna, oggi è al 25 per cento della produzione. Qualcuno dice un’altra cosa: dipende da quanto dura il petrolio.

 

Borsa da matti. Amate il brivido? Bloomberg informa che a Shenzen trovate quello che fa per voi che non avete paura di niente. Titoli che aumentano in poco tempo del 500 per cento e altri che in poche sedute si afflosciano come un polpo sulla spiaggia. Il gigante del solare, Hanergy, ha perso il 45 per cento del valore che aveva accumulato. Potevate investire nella Beijing Baofeng Technology Co. che è cresciuta solo 3822 volte e in fondo, figuriamoci, fa un business fondamentale in un settore davvero esclusivo: sviluppa player per film online. C’è anche la Zhejiang Longsheng Auto Parts, che fa componentistica per auto, balzata del 1600 per cento. E come non mettere senza paura i vostri soldi nella Wanda Cinema Line schizzata del 1047 per cento da gennaio?

 

Deutsche bank. Come vanno le cose nel gigante del credito della Germania? Non benissimo. Il quaranta per cento degli azionisti ha votato contro il management e la banca è piena di problemi che sono stati messi sopra e sotto la coperta. Sopra la coperta ci sono le cause legali nelle quali Deutsche bank ha perso una montagna di soldi: 2,5 miliardi di euro sganciati alle autorità di Stati Uniti e Regno Unito per lo scandalo della manipolazione del tasso Libor, la causa da quasi un miliardo persa con il miliardario Leo Kirch e altre sparse ovunque. Sotto la coperta ci sono le iperuraniche attività nel settore dei derivati. Nel bilancio di Deutsche Bank, c’è una posta da 54 trilioni di euro. Pensate se tutto questo l’avesse fatto una banca italiana cosa avrebbero detto in Germania.

 

22 maggio. Nel 1939 viene siglato il Patto d’Acciaio tra Mussolini e Hitler. Si costituisce l’Asse politico tra Germania e Italia.

 

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