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Elisabetta II Regina

Francesco De Leo
Aracne, 192 pp., 15 euro

9 Settembre 2015 alle 06:07

Elisabetta II Regina

Pensi sempre di saper tutto della Regina Elisabetta II, che ha ottantanove anni, è sul trono del Regno Unito dal 1952 – oggi batte il record detenuto dalla Regina Vittoria, è la Regina più longeva della storia della Corona – ed è diventata un volto familiare anche nelle nostre case così lontane dal Commonwealth, con i suoi completi monocolore, l’occhio sveglio, i cagnolini e la leggenda che dissemina qui e là chicche sul suo senso of humour. Leggendo “Elisabetta II Regina” scopri che invece molte cose non le sapevi, ma soprattutto capisci che di questa Regina non ti stanchi mai, vorresti sapere tutto, anche quello che è già stato raccontato, con la consapevolezza che ci sono tantissimi aneddoti che nessuno storico, purtroppo, potrà mai raccontare. “La bambina sta molto bene, ora passa tutte le giornate a togliersi le scarpe e a mettersi in bocca le dita dei piedi. Sembra che possa diventare molto monella e molto arguta”, scriveva la sua mamma, che si chiamava Elisabetta ed era la duchessa di York, quando la futura regina aveva pochi mesi, e pare quasi di riconoscere ancora adesso quell’istinto furbo e vivace. La chiamavano “Lilibeth” , portava una piccola collana che le aveva regalato il nonno, Giorgio V, che ogni anno le donava due perle – le perle sono uno dei suoi simboli più riconoscibili, le bambine inglesi ancora oggi si mettono le perle “come la regina” –, studiava in casa, aiutata anche dalla nonna che teneva grandemente alla sua istruzione, e giocava con la sorella Margaret: si vestivano spesso uguali, e la stampa allora impazziva per “le piccole grandi sorelle”.

 

Monella e arguta, Elisabetta ha avuto un unico grande amore nella sua vita, ed è l’uomo acciaccato – soprattutto se confrontato con lei – che ancora le sta accanto. Nel 1939, quando stava per scoppiare la Seconda guerra mondiale, la famiglia reale andò al Royal Naval College di Dartmouth: era estate e c’era un’epidemia di orecchioni, così Lord Mountbatten, che li accompagnava in quanto aiutante navale del re, invitò il nipote per tenere compagnia alle principesse. Era Filippo di Grecia, figlio del principe Andrea di Grecia e Danimarca, aveva diciotto anni, era il miglior cadetto del suo corso, era molto alto ed era molto bello. Elisabetta “ne rimase colpita – scrive De Leo –. Da quel giorno non avrebbe mai più guardato un uomo”. Elisabetta aveva solo tredici anni, cercava tutti i modi per rincontrare Filippo, anche in quegli anni di guerra così paurosi e difficili: il papà cercava di trattenerla, pensava che si trattasse di un’infatuazione e che fosse infantile da parte di sua figlia dedicarsi al primo ragazzo conosciuto. Ma quando Filippo gli chiese la mano della principessa, Giorgio VI non riuscì a opporsi, ottenne soltanto di aspettare i 21 anni di lei prima di sposarsi. Forse sperava che sarebbe cambiato qualcosa, nel frattempo, ma conoscendo Elisabetta sapeva che era un’ipotesi remota.

 

Un unico amore, un trono da sessantatré anni: chissà se c’è un nesso tra questi record, o se sono il risultato della dedizione con cui Elisabetta II ha condito la sua vita. Giorgio Napolitano – che nel libro ha una conversazione con De Leo in cui confessa tutta la stima per la Regina e il fascino che la Casa reale inglese ha sempre esercitato su di lui – ricorda le parole del liberale Walter Bagehot (che aprono il libro) sulla “utilità incommensurabile” della monarchia nel Regno Unito. Altro che “tagliatrice di nastri”, dice Napolitano, facendo un riferimento anche a quel che fanno i presidenti della Repubblica in Italia: Elisabetta consiglia, mette in guardia, indirizza. Con i suoi modi cortesi, il suo andamento rassicurante, l’occhio vispo e la lingua veloce, più spesso ironica, alcune volte tagliente.

 

ELISABETTA II REGINA
Francesco De Leo
Aracne, 192 pp., 15 euro

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