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lettere al direttore
A proposito di amore per il Foglio, la storia di un lettore speciale
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
Al direttore - Abbiamo trascorso mesi a discutere di autonomia e indipendenza della magistratura, che solo occhi miopi potevano vedere a rischio leggendo il testo della riforma. Ma nessuno ha speso una parola in merito alle incursioni organiche della magistratura nelle scelte del governo. Mi riferisco al centinaio di toghe fuori ruolo nella pancia dell’esecutivo, in grandissima parte di stanza al ministero della Giustizia, nel cui ufficio legislativo albergano quasi esclusivamente giudici e pubblici ministeri. In Via Arenula c’è un’occupazione certosina di ogni ganglo vitale da parte dei magistrati fuori ruolo. Il ministro è circondato. Mi riferisco anche alle figure apicali del dicastero, dal capo di gabinetto, ai capi dipartimento, al capo della Penitenziaria, ai direttori generali, fino a figure meramente amministrative. Magistrati fuori ruolo a ciclo continuo. Il ministero della Giustizia domanda, il Csm concede. Avete mai sentito una parola di protesta dell’Anm, che peraltro lamenta carenza di personale nei tribunali? Zero. Perché fa comodo avere i propri iscritti nel cuore dell’esecutivo. Si controlla, si influenza, si riporta. Con buona pace dei magistrati che restano nei tribunali con enormi carichi di lavoro per rispettare i tempi dettati dal Pnrr. Basti pensare che ogni volta che un parlamentare presenta un emendamento o un ordine del giorno in materia di giustizia, la valutazione (positiva o negativa) viene scritta proprio dai magistrati fuori ruolo di Via Arenula. E il governo normalmente la fa propria. Ogni proposta per scardinare questo sistema cade nel nulla. Il ministro della Giustizia ha oggi l’occasione di liberarsi da questo abbraccio soffocante, rompendo lo schema che vuole a capo della struttura ministeriale, nel ruolo di capo di gabinetto, un magistrato. Ci sono tante professionalità all’altezza tra dirigenti della Pubblica Amministrazione, avvocati e professori. Basta avere la forza di voltare pagina. Sarebbe il primo passo per poi ridurre drasticamente i fuori ruolo che popolano il ministero. Probabilmente non accadrà, ma sarebbe una scelta saggia e conforme alla Costituzione, perché il governo ha diritto a svolgere il suo lavoro senza condizionamenti.
Enrico Costa, deputato di Forza Italia
Separare le carriere tra i magistrati e gli uffici dei ministeri non è semplice. Provare a limitare il fenomeno potrebbe essere una buona idea. Dove si firma?
Al direttore - Riforma elettorale? Ok, purché entri in vigore “costituzionalmente” a partire dalle elezioni successive alla prossima. Allora capiremo se veramente c’è tutta questa gran voglia di governabilitá oppure è perché “se la sta a fa’ sotto”.
Renato Simone
Al direttore - Buongiorno direttore, ho molto apprezzato i suoi ultimi due editoriali: obiettivi, lucidi, costruttivi. Non possiamo permetterci di abbandonare la stagione delle riforme e in particolare quella della giustizia, la quale, ne sono convinto, è stata sì gravemente ferita ma non mortalmente. L’insufficiente (ahimè, lo scopriamo solo ora) campagna comunicativa per il Sì è stata sopraffatta dalla vergognosa e menzognera campagna per il No, volta più a impaurire che a spiegare. Di questo bisogna prendere atto e poi ripartire nella convinzione che nella storia nessun importante traguardo è stato raggiunto senza cadute e sconfitte. Avanti con coraggio!
Sergio Giacalone
Grazie. E a proposito di amore per il Foglio e di amore per il garantismo e amore per le battaglie foglianti, una piccola storia. Giantomaso Giordani era un lettore affezionato del Foglio, come molti di voi. Ci seguiva, ci leggeva, partecipava ai nostri eventi, faceva sentire la sua presenza. Il signor Giordani è morto qualche mese fa. Prima di morire ha lasciato un’indicazione nel suo testamento. Una piccola donazione, da 10 mila euro, a noi e agli amici di Radio radicale, che ci ha comunicato la moglie del dottor Giordani, la signora Claudia Cavagna, “segno della grande riconoscenza nutrita nei confronti di Giuliano Ferrara, Claudio Cerasa e l’incomparabile e appassionata squadra dei professionisti foglianti”, che “hanno offerto a me l’imperdibile occasione quotidiana di scorrere i fatti e una loro interpretazione: non lagnosa, stimolante ad approfondire pur nell’occasionale dissenso e, comunque, mai rinunciataria dei valori per ragioni di convenienza o per fondato timore di azioni ritorsive”. I foglianti sono speciali. I lettori ancora di più.
Al direttore - Posto che la classe dirigente non è affatto peggiore del corpo elettorale (altrimenti non ci sarebbero quell’immobilismo e quella ostilità riformatrice che invece sono così diffusi nel corpo sociale) e posto che occorre intervenire su quegli snodi fondamentali che tutti conoscono, forse occorrerebbe un gruppo dirigente che si candidi con il seguente programma minimo/massimo: nella prossima legislatura faremo quello che nessuna classe politica potrebbe mai fare, e poi torneremo alle nostre ordinarie occupazioni. Ipotesi dell’irrealtà?
Mauro Grondona
I sogni sono fatti anche per essere stupendi senza che siano necessariamente credibili, no?