le lettere

“Ridurre lo strapotere delle correnti nel Csm con il sorteggio” (N. Gratteri, 2021)

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Nei “Simpsons”, il partito repubblicano di Springfield si riunisce in una torre spettrale, su invito del signor Burns. Le quattro conferenze di Peter Thiel sull’Anticristo si tengono in un palazzo luminoso, il che è già una delusione. Peggio ancora: assente Krusty il Clown, non c’erano neppure i politici. Non dovevano venire a prendere ordini? Forse non c’erano indicazioni di marcia ma solo idee con cui confrontarsi. Che la cosa sembri inconcepibile ai giornali di sinistra, non è un buon segno per la destra: è ancora considerata impermeabile alle idee. Ma che dire di chi scrive su quei giornali, se le sue uniche curiosità sul pensiero degli altri sono curiosità pruriginose?

Alberto Mingardi


   

Al direttore - Non sono competente come la signora Laurito sul referendum. Il mio ragù non è buono come il suo. Sono solo uno che da oltre 35 anni fa il magistrato. E in base a questa esperienza posso dire che la riforma non limita in alcun modo l’indipendenza della magistratura, ma la rafforza, né ne riduce i poteri, che restano intatti. La riforma realizza un progresso di civiltà giuridica che l’art. 4 della Costituzione ci impone come un dovere. Per questo continuerò a dare ascolto alla Costituzione e voterò Sì.
Gabriele Di Maio (magistrato tributario, già magistrato ordinario)

 

Per chi considera l’irresponsabilità l’unico modo per tutelare l’indipendenza della magistratura, votare No ha certamente un senso. Per chi considera la responsabilizzazione della magistratura una via necessaria per ridare più forza alla magistratura, per rafforzare le garanzie, per dare più spazio a un giudice terzo e imparziale, per dare meno forza alle correnti votare Sì può avere certamente un senso. Grazie.


   
Al direttore - Direi che il referendum ha evidenziato l’esistenza di tre sinistre. La sinistra senziente, che capisce come la riforma della giustizia con la terzietà del giudice non sia un golpe meloniano, bensì la base di una civiltà giuridica democratica, per cui voterà Sì. La sinistra che è sempre stata per la separazione delle carriere tra i magistrati e per il sorteggio, ma siccome è una riforma portata avanti dalla destra voterà No (qui siamo dalle parti della schizofrenia o di quello che si taglia gli attributi per far dispetto alla moglie). E la sinistra 5.0 alla Elly Schlein & Co. – che purtroppo ha preso in mano il Pd – che insegue con il suo radiculume i manettari di Conte & Travaglio o per tenere assieme il campo largo o, peggio mi sento, perché davvero il suo “sentire” politico è tutt’uno e consonante con il loro.
Gianluca Del Zoppo


  

Al direttore - Come giudice invito i cittadini ad approcciarsi alla prossima consultazione referendaria in modo laico. Non sarà un’occasione per votare a favore o contro l’attuale maggioranza politica, ma per confermare o bocciare un nuovo assetto dell’ordinamento giudiziario più moderno e meritocratico che è destinato a rimanere in vigore per molti anni. La credibilità della magistratura negli ultimi anni ha subìto un danno enorme a causa dell’operato delle correnti. Le correnti, nate come forme di aggregazione con un determinato orientamento culturale, si sono trasformate in centri di potere. L’elemento più innovativo della riforma costituzionale non è rappresentato dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, bensì dal sorteggio dei membri togati dei due Csm e dei componenti dell’Alta corte disciplinare. E’ questo un elemento deleterio che caratterizza l’attuale organizzazione del Csm. Inoltre è del tutto fuorviante la tesi della sottoposizione della magistratura alla politica. Infatti i due Csm avranno solo un terzo dei componenti designati mediante un sorteggio temperato da parte del Parlamento, mentre l’Alta Corte disciplinare presenterà solo un quinto dei componenti di derivazione politica. E allora non si comprende perché il membro togato, in quanto eletto dalle correnti, è competente ed è in grado di affrontare la minoranza politica famelica e agguerrita, mentre lo stesso membro togato, se sorteggiato, con assoluta certezza sarà pavido e alla mercé della minoranza politica. Con il Sì alla riforma possiamo liberare i Csm  e l’Alta corte dalle correnti e avere dirigenti e giudici disciplinari più efficienti ed imparziali. 
Luigi Pazienza, Giudice del Tribunale di Milano


 

Su questo punto, perfettamente in sintonia con il Nicola Gratteri del 5 settembre 2021: “A monte bisogna modificare il Consiglio superiore della magistratura per ridurre lo strapotere (delle correnti). Penso che a questo punto il sistema migliore sia il sorteggio, il sorteggio puro, anche a costo di cambiare la Costituzione. Se uno è in grado di scrivere sentenze è anche in grado di scrivere un parere per la nomina di presidente o di un procuratore della Repubblica. La mamma di tutte le riforme sicuramente è quella il Csm. E poi da lì partiamo. Dobbiamo ritornare alla credibilità che meritiamo”.
Al direttore - Ho letto con molto interesse e condivisione il denso articolo dell’on. Giorgio Gori, europarlamentare del Pd, dal titolo: “Difesa degli stati e difesa dell’Europa, due facce della stessa medaglia” (il Foglio 13/03). Nondimeno, pongo un interrogativo a mio parere discriminante e urgente: se la distinzione tra democrazie e autocrazie costituisce il fondamento di una politica estera e di difesa autenticamente europeista, liberaldemocratica e riformista – fondamento su cui ruota l’articolo dell’on. Gori, non v’è dubbio – allora l’Italia non dovrebbe allineare anche il proprio stesso ordinamento giudiziario agli standard liberaldemocratici europei della maggior parte dei paesi del nostro continente e dell’occidente? E, dunque, la posizione dell’on. Gori per il No al referendum sulla riforma dell’ordinanento della magistratura e la separazione delle carriere non rischia di e
ssere un cortocircuito che indebolisce la coerenza tra i valori che siamo chiamati a difendere in politica estera e di difesa e la struttura dei poteri che manteniamo all’interno dell’Italia?

Alberto Bianchi