le lettere al direttore

In attesa che il campo largo trovi il tempo per un giro a Kyiv

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Comincia la manutenzione straordinaria della Cappella Sistina. Non fate scherzi.
Giuseppe De Filippi


 

Al direttore - La sinistra riparta da Tolkien (Salvatore Merlo è un fuoriclasse).
Michele Magno


 

Al direttore - A Odessa a 4 anni dall’invasione su larga scala. Il 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione su larga scala della Russia in Ucraina, saremo a manifestare a Odessa con altri 30 guerriglieri nonviolenti di Europa Radicale. Quale sarà l’esito della guerra che la Russia ha scatenato contro l’Ucraina è elemento cruciale per determinare il futuro dell’Europa, delle democrazie liberali, dello stato di diritto e delle libertà di tutti noi. Siamo di fronte a uno scontro senza precedenti nella storia recente, che vede una alleanza di autocrazie, dittature e teocrazie contro le nostre fragili democrazie. Uno scontro che vede da alcuni mesi gli Stati Uniti di Donald Trump passare dall’altra parte della barricata, divenendo alleati del criminale Vladimir Putin. L’Italia in questo contesto è il ventre molle d’Europa: è qui che la propaganda e la disinformatia del Cremlino conficcano le proprie radici in un terreno fertile fatto di ideologie, estremismi, antioccidentalismo, paure. La guerra ibrida ci colpisce ogni giorno senza che il nostro paese abbia gli antidoti sufficienti a contrastarla; manca quasi del tutto la contraerea informativa. E’ in questa ottica che abbiamo lanciato l’iniziativa che faremo nella bellissima città ucraina sul Mar Nero, sfidando le bombe, i missili e i droni russi. Gli obiettivi sono chiari: l’immediato ingresso dell’Ucraina nella Ue, uno scudo protettivo sui cieli dell’Ucraina e il processo ai criminali di guerra di Mosca di fronte alla Corte penale internazionale. Il fatto che questa mobilitazione parta proprio dall’Italia è un segno importante, perché nella coalizione della maggioranza di governo e in quella principale di opposizione vi sono veri e propri complici di Putin, traditori delle speranze democratiche: la Lega ha un contratto vigente con Russia unita (e si vede!), i 5 Stelle invocano la fine dell’aiuto militare agli Ucraini in ogni occasione. La resistenza ucraina è resistenza europea, lo abbiamo urlato in piazza indipendenza a Kyiv lo scorso 9 maggio in occasione della giornata dell’Europa, lo grideremo il 24 febbraio 2026 a Odessa, dopo 4 anni di guerra terribile che ogni ucraino subisce anche in nostro nome.
Igor Boni e Marco Taradash

 

Sarebbe bello che in quel giorno, il famoso campo largo, trovasse il tempo, il modo, il coraggio di rompere gli indugi e di farsi un giro a Kyiv per ricordare perché oggi il modo migliore per essere antifascisti non è parlare dei busti del passato: è stare dalla parte dell’Ucraina, contro i fascismi del presente. 


 

Al direttore - Schlein ha più volte  chiesto alla capa del governo di venire in aula per riferire. Ella, però, nel 2025 non ha mai convocato la direzione del suo partito.
Ernesto D’Anna

Lega e partito di Vannacci, poi dice che in Russia non c’è pluralismo.


  

Al direttore - E’ seccante fare il “grillo” scrivente, ma a proposito dei gravi disordini di Torino, e fermo restando che le responsabilità penali le devono accertare (e punire) i magistrati, ricordo a chi oggi mostra sorpresa e meraviglia per quello che è accaduto, che tutto era già stato teorizzato e annunciato nel corso dell’assemblea pubblica del 17 gennaio all’aula Einaudi dell’Università di Torino. L’ala dura e pura del “movimento” aveva annunciato chiaro chiaro che non intendeva “dialogare per gestire le tensioni sociali. Noi vogliamo creare il caos, perché dal caos è possibile ricostruire un nuovo ordine sociale”. E’ vero che i giornali ormai li si legge poco, ma quel “programma d’intenti” è stato puntualmente pubblicato nelle cronache del 18 gennaio. Non ho letto o sentito, allora, dissociazioni, condanne e quant’altro. Ma forse mi sono distratto.
Valter Vecellio

 


Al direttore - Ogni paese usa l’iconoclastia che può permettersi. I talebani nel 2001 distrussero a cannonate i Buddha di Bamiyan, patrimonio dell’umanità. Noi ci accontentiamo, venticinque anni dopo, di rimuovere, con qualche pennellata riparatrice, il ritratto di un cherubino che somiglia a Giorgia Meloni.
Giuliano Cazzola

   
 


Al direttore - Grazie per i Vostri spericolati 30 anni. Mi mancate la domenica… magnifico e utilissimo il messaggio all’ottimismo. Significa impegno, mai rassegnazione, e costruzione della speranza. Grazie! Ad maiora!

Mariapia Garavaglia


  
Al direttore - Nella sua preziosa lettera di auguri al Foglio, Papa Leone XIV ha usato o declinato quattro volte la parola libertà. Un monito affinché il nostro giornale continui a difendere, come fatto fieramente per trent’anni, la condizione più preziosa per l’uomo moderno. Auguri!

Corrado Beldì