Alfabetizzare la piazza no mask. Il prossimo obiettivo riformista

Manifestano a Roma neofascisti e sovranisti, no vax e pappalardi, ultras, vecchi forconi e seguaci di QAnon. Per liberare l’Italia dalla “dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria”. Sul fuoco del populismo soffia poi la rete

Al direttore - Oggi scendono in piazza a Roma neofascisti e sovranisti, No vax e pappalardi, associazioni di genitori e ultras del tifo calcistico vicini alla destra estrema, vecchi forconi e seguaci di QAnon (quelli che Angela Merkel è la nipote di Hitler e Michelle Obama una transgender). Per liberare l’Italia dalla “dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria”, recita l’appello dei promotori. La manifestazione, impreziosita dalla presenza di pittoreschi habitué degli studi televisivi, è stata benedetta da monsignor Carlo Maria Viganò. E’ il prelato filotrumpiano che ha denunciato la “colossale operazione di ingegneria sociale” che si celerebbe dietro alla pandemia, volta ad asservire l’umanità ai loschi interessi delle criptocrazie del deep state (non so se anche per lui, come per i qanonisti, dedite alla pedofilia e al satanismo).

  

Ma c’è poco da scherzare. Infatti, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti è un abile divulgatore di quell’idea del potere che è al centro delle teorie cospirazioniste di ogni epoca. L’idea cioè che del potere non vediamo mai il volto, ma soltanto la sua immagine riflessa nello specchio della storia, della lotta per la sua conquista. Per altro verso, l’idea che il potere vero stia sempre altrove, sia invisibile e remoto ancorché influentissimo, fa parte del codice genetico della “sindrome populista”. Quest’ultima si basa su due radicate convinzioni: che il popolo sia depositario della verità e che sia, insieme, vittima dei raggiri della casta dei politicanti.

  

Sul fuoco del populismo soffia poi la rete, con le crociate contro le élite mondialiste che tessono incessantemente le loro trame per meglio sottomettere i perdenti della globalizzazione. Mancano le prove, ma che importa? La loro assenza è la migliore conferma che il Male agisce di nascosto. Così il web, simbolo della modernità, viene usato paradossalmente per resistere proprio alla modernità, alle innovazioni tecnologiche, alle scoperte scientifiche, ai progressi della medicina. C’è soprattutto un modo per contrastare questi bias cognitivi, come li chiamano i neuroscienziati: più cultura, più istruzione, più formazione continua per i giovani e i meno giovani, per chi studia e chi lavora. In un paese che vanta il più alto numero di analfabeti funzionali in Europa (dati Ocse), non dovrebbe essere questa una delle principali missioni delle forze riformiste?

Michele Magno

   

Sui cialtroni del negazionismo, il nostro amico Carlo Alberto Carnevale Maffè ha scritto, su queste pagine, parole definitive: “Fare i libertari duri e puri non è un pranzo di gala: la rigorosa autodisciplina è il prezzo da pagare per pretendere che lo stato rispetti la tua libertà, e con esso anche i dirigisti impiccioni, e i soloni stracciapalle, con i loro paternalistici appelli all’etica pubblica”.

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