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Un tweet di Borghi spiega perché la svolta di Salvini è sbarazzarsi dei suoi Varoufakis

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

15 Ottobre 2019 alle 06:20

Un tweet di Borghi spiega perché la svolta di Salvini è sbarazzarsi dei suoi Varoufakis

Al direttore - Euro irreversibile e il mojito fa schifo.

Giuseppe De Filippi

L’Europa è il paese che amo!

 

Al direttore - Ho letto che il senatore Claudio Borghi, dopo aver visto l’intervista di Annalisa Chirico a Matteo Salvini, intervista in cui il leader della Lega dice per la prima volta una frase che mai si era sentita, “l’euro è irreversibile”, ha scritto su Twitter la seguente frase sibillina: “A quanto pare oggi è una di quelle periodiche giornate dove qualche amico probabilmente in buona fede ma altrettanto probabilmente un po’ ingenuo deve rileggersi questo”. Il questo è un link in cui Borghi torna sul tema dell’uscita dall’euro con una storiella il cui senso è questo, come è stato ben sintetizzato ieri su Nextquotidiano: “Per ottenere un certo risultato in politica bisogna trovare il modo di ottenerlo: non è con complimenti pesanti e – appunto – espliciti che si conquista una donna, secondo il senatore (anche se di solito… dipende dalla persona). Quindi, secondo Borghi, la risposta di Salvini farebbe parte di una raffinata strategia che prevede di arrivare all’obiettivo negandolo”. Cosa dobbiamo pensare? Grazie.

Luca Martini

Può darsi che Salvini sia stato sincero nel dire che la Lega considera l’euro irreversibile. Ma fino a che Alexis Salvini avrà il suo Yanis Varoufakis pronto a smorzare ogni svolta salviniana, l’ambiguità della Lega resterà e con essa anche la sua non affidabilità.

 

Al direttore - Ha suscitato proteste e polemiche (persino l’ex Capitano ha twittato la consueta dose di veleno) la partecipazione alla regata di Trieste (città redenta per la seconda volta dalla Lega) di un’imbarcazione (regolarmente iscritta) carica di negher i quali, fagocitati da bianchi al soldo di George Soros, osavano chiedere la cancellazione dei decreti Salvini, ignorando che quei testi erano stati scolpiti sulla stessa pietra e con il medesimo scalpello, di cui si era servito il Signore, sul Monte Sinai, per consegnare a Mosè le tavole della legge. In verità, questa volta la consegna di Dio a Salvini era avvenuta in cima al Resegone. Ma fa lo stesso.

Giuliano Cazzola

 

Al direttore - Caro Cerasa, ho letto con interesse il discorso di Mario Draghi pubblicato sul Foglio di sabato. I tre ingredienti, ovvero competenza, coraggio e umiltà, sono fondamentali per ogni decisione. La complessità la possiamo trovare ovunque e solo chi ha le conoscenze, abilità e competenze adeguate, riesce a gestirla. Ecco perché chi guida il paese per gestire al meglio la complessità della cosa pubblica, deve conoscere, essere abile ed essere competente. “Conoscere” la teoria non basta. “Essere abili”, ovvero capaci di applicare le conoscenze per svolgere il compito, non basta ancora. Si deve esser capaci di utilizzare conoscenze e abilità in situazioni reali: questa è la competenza. Nel caso specifico, conoscere il diritto e l’economia non basta. Analizzare la situazione per capire che una determinata legge è obsoleta (abilità), non basta ancora. Serve utilizzare le conoscenze e le abilità per cambiare la legge in meglio (competenza). Se poi chi si candida a governare il paese (e non riguarda un solo partito), non ha nemmeno la conoscenza, allora il problema è estremamente serio. Purtroppo caro direttore, mancando la competenza, manca anche il coraggio e l’umiltà che reputo la prima forma di grandezza.

Andrea Zirilli

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