Foto Ansa

innamorato fisso

Letterina a Nicola Gratteri

Maurizio Milani

Le scrive un cabarettista pentito che non vede l’ora di essere interrogato da Lei

Gentile dottore, sono un cabarettista di 65 anni. Pentito e sotto protezione, da quando ho vuotato il sacco presso la procura di Trani. Verbali secretati, ma pubblicati dal Fatto quotidiano in data 2 Marzo 2021. Mi rivolgo a lei, avendo piena fiducia nel suo operato. Dunque: tutto quello che a suo tempo ho dichiarato è falso. Mi sono inventato tutto. Ritratto al 100 per cento le mie dichiarazioni che chiamavano in “correità” miei colleghi dello “Zelig”.

Per: traffico d’influenze; voto di scambio; favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; sfruttamento della prostituzione (non minorile, anzi sì); assalti portavalori in Puglia; truffa bitcoin; pagamenti serata con stupefacenti più contanti da riciclaggio; vendita prodotti biologici, con Carlo Petrini. Bene, procuratore, mi pento di essermi pentito. Ritratto tutto. Mi scuso con chi ho ingiustamente accusato e ritengo giusto che nelle sedi opportune si avvalgano di tutelare la propria onorabilità. Certo, se viene fuori una sentenza per cui devo risarcire i diffamati per 5 milioni di euro, ritratto questa seconda versione e confermo la prima.

Ma non penso arriveremo a questo. In confidenza posso dirle che sono sempre stato un delatore. Sia a scuola, sia al militare, sia sul lavoro. Tanto da essere definito dal segretario provinciale della Fiom: “Ruffiano del padrone”. Come cittadino italiano, stimo molto la sua attività di procuratore! Ho apprezzato tantissimo la prefazione del libro da lei fatta, i cui autori erano No vax. E’ il mio libro preferito: sono un No vax convinto al 100 per cento, già prima dell’epidemia. Per quanto riguarda argomenti sensibili che toccano il Foglio (vedrà lei se ci sono eventuali reati) sarei onorato di essere interrogato da lei (in località segreta, senza che Travaglio venga a saperlo, direi Albenga, nella vecchia caserma dei bersaglieri). Dirò tutto sulle conferenze organizzate dal Foglio, sia a Venezia che a Firenze che in piazza Meda a Milano, sede Bpm. Sia a San Siro con il dottor Scaroni intervistato dal vicedirettore Maurizio Crippa, legato all’Opus Dei e che manovra (il dott. Crippa) diversi altissimi prelati. Facendo adesso io parte dei servizi segreti della Santa Sede, potrei rivelarle quanto segue. Il Palazzo di Londra acquistato dal cardinale Becciu è una bufala. Il Palazzo in questione è stato acquisito da Alvaro Recoba, ex punta dell’Inter che faceva da prestanome a Gladio. Sì! Perché Gladio esiste ancora, la sua sede operativa è la redazione del Foglio. Ecco i nomi: Enrico Cicchetti, Giovanni Battistuzzi, capo centro: Marianna Rizzini; Roberto Raja in collegamento con l’ambasciata Usa (mi sono qui ispirato ai “Tre giorni del Condor”). Ho avuto l’onore di conoscere a “Che tempo che fa” il regista del mitico film Sydney Pollack. Adesso che mi viene in mente avrei tanto da raccontare sulla mia esperienza – sei edizioni – in quella trasmissione comunista. Con Fazio-Michele Serra che fanno parte dell’Internazionale socialista collegati con gruppi castristi a Miami. Parte dei loro guadagni milionari li dirottano agli esuli cubani in Florida per sovvertire l’attuale sistema comunista. Quindi fanno il doppio gioco. Fingono di essere filo-Castro ma in realtà rimpiangono Batista. Lo rimpiango tanto anche io.

Distinti saluti.

Maurizio Milani

Innamorato fisso

 

 

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Milani
  • Nato a Milano il 20 maggio 1961. Vero nome: Carlo Barcellesi. Diplomato terza media presso Camera del Lavoro di Milano nel 1985, corso serale a numero chiuso. Dopo il militare lavora come sguattero in un hotel. Nel 1987 arriva ultimo a “Riso in Italy”, concorso importante a Roma per giovani. Fa ricorso e vince. Ha uno sfratto ma non riconosce la sentenza. Collabora con il Foglio dal 1986 grazie al direttore Giuliano Ferrara. E' fidanzato con Monica.