Dall’animale sociale all’animale social. Conversazione con David Brooks

L'editorialista del New York Times al Foglio Tech festival ci ricorda che "siamo fatti di corpo e di anima, c'è una parte spirituale nella nostra vita e questa non può essere sostituita dai computer"

3 Maggio 2018 alle 15:51

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"Non è la tecnologia ad essere in crisi, è la cultura attorno alla tecnologia ad esserlo", dice David Brooks, columnist del New York Times, intervistato da Mattia Ferraresi al Foglio Tech festival. "Dobbiamo apprezzare la tecnologia – dice Brooks – ma dobbiamo anche capire che in certi casi ha preso il posto della religione e questo può essere problematico. Noi siamo fatti di corpo e di anima, c'è una parte spirituale nella nostra vita e questa non può essere sostituita dai computer. Suicidi e depressione sono cresciuti con la propagazione degli smartphone. C'è un problema di solitudine nel mondo occidentale perché c'è una crisi nel tessuto sociale. L'iperconnettività ha amplificato tutto questo, oltre al fatto che internet ha creato un sistema decentralizzato che ha messo in crisi anche la leadership politica. Pinker, Bill Gates e tutti quelli che fanno coincidere il cervello con la coscienza fanno un errore: la coscienza è nel cuore, è importante ciò che uno vuole nella vita. Quando capiremo il valore della tecnologia capiremo che la tecnologia non è tutto. Anche in un'era di social media e tecnologia, il desiderio di perdersi in un amore per un altra persona è quello che conta. Non siamo solo cervello".

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