"Solo il cattolicesimo può salvare la Francia. L'islam non sa cosa sia un ateo"

Intervista a Michel Houellebecq: “Una religione è più difficile da distruggere di un sistema politico”. Macron? “Un enigma dell’ottimismo”. Scrive lo Spiegel - Valeurs Actuelles (24/11)

"Solo il cattolicesimo può salvare la Francia. L'islam non sa cosa sia un ateo"

Michel Houellebecq (foto LaPresse)

In un’intervista rilasciata al settimanale tedesco Spiegel e riadattata da quello francese Valeurs Actuelles, Michel Houellebecq esprime i suoi sentimenti sulla società e la politica francese. Il punto di partenza per la pubblicazione di questa intervista è stato la decisione del Consiglio di stato dello scorso 25 ottobre che ha ordinato la rimozione di una croce a Ploërmel che sovrasta una statua di Giovanni Paolo II. “Fondamentalmente, l’integrazione dei musulmani potrebbe funzionare solo se il cattolicesimo diventasse religione di stato”, sostiene l’autore del controverso romanzo “Soumission”, il libro in cui Houellebecq ha immaginato l’avvento al potere di un partito musulmano. “Occupare il secondo posto, come rispettata minoranza, in uno stato cattolico, i musulmani lo accetterebbero molto più facilmente rispetto alla situazione attuale. Il Profeta Maometto ha lasciato istruzioni sui cristiani, gli ebrei, ma nessuna sugli atei, non poteva immaginare l’esistenza di un ateo”.

 

Houellebecq vede in Francia “un curioso ritorno del cattolicesimo”, come dimostrano le proteste contro il matrimonio gay. “C’è un notevole ritorno del cattolicesimo in Francia ed è meno reazionario di quanto si pensi spesso. E’ sostenuto, ad esempio, dai cosiddetti carismatici, che trasformano i loro servizi in avvenimenti, in emozioni, proprio come fanno i pentecostali o gli evangelici. Le dimostrazioni contro il matrimonio per tutti e i diritti di adozione per le coppie dello stesso sesso hanno sorpreso la politica con la loro mobilitazione di massa. Nessuno avrebbe pensato che fosse possibile. I cattolici in Francia sono diventati consapevoli della propria forza. E’ come una corrente sotterranea che improvvisamente viene alla luce. Per me, è uno dei momenti più interessanti della storia recente (…) Tendo sempre a spiegare materialmente le cose: il fatto è che i cattolici devoti stanno mettendo più bambini al mondo. E trasmettono i loro valori ai bambini. Il loro numero aumenterà”.

Ma anche i musulmani: “Esattamente. Pertanto, la percentuale di musulmani nella popolazione dell’Europa occidentale continuerà a crescere, sia in Francia che in Germania. E ciò alimenterà ulteriormente le paure dell’alienazione e della colonizzazione. Una guerra civile è nel raggio delle possibilità”.

 

Houellebecq parla dell’Europa: “Credo nella cultura europea, non credo nell’unione politica europea. Una cultura può esistere senza uno stato. C’era una nazione culturale tedesca prima che ci fosse uno stato nazionale tedesco, e forse sarebbe stato meglio se fosse rimasto così. Lo stesso vale per l’Italia. L’imperialismo culturale del mondo anglosassone non può essere negato”.

 

La polizia francese, che lo protegge dai giorni della strage a Charlie Hebdo, è estremamente insoddisfatta: “Le sue risorse e le sue attrezzature sono inadeguate, ha l’impressione che lo stato si sia parzialmente arreso e che abbia ceduto interi territori. Secondo me non sbaglia”.

 

A domanda su un paragone tra comunismo e islam, Houellebecq risponde: “Il comunismo era una specie di falsa religione, un cattivo sostituto, non una vera fede, sebbene avesse la propria liturgia. Una religione è molto più difficile da distruggere di un sistema politico. La religione ha un ruolo chiave nella società e nella sua coesione, è un motore nella costruzione della comunità. L’islam resisterà”.

 

Houellebecq racconta poi di Macron come di una “ode all’ottimismo”, ma del presidente francese dice: “Non capiamo veramente cosa pensa, non può essere decifrato, la mia impressione è che sia ridotto al proprio ottimismo e alla fede in se stesso”. Dice di detestare i giornalisti francesi, “i sommi sacerdoti morali di un tempo senza religione e moralità”.

 

Non gli piace Parigi per come tratta i cani: “Ovunque, i cani sono proibiti. Perché ci sono parchi pubblici se i cani non sono ammessi all’interno? La Francia è un paese estremamente fastidioso in questo senso, con una passione risibile per la regolamentazione della vita quotidiana”.

 

Sul resto del panorama politico, “la sinistra è in agonia, le sue idee sono morte. La sinistra ha perso la sua forza mobilizzatrice. Ho visto il marxismo morire. Ho sempre detto che i romanzi non possono cambiare il mondo. Ma ‘Arcipelago Gulag’ di Solgenitsin del 1973 ha cambiato il mondo. Il libro fu un fulmine in Francia. Per il marxismo suonò la campana a morte”. E ancora: “I mentecatti di sinistra sono diventati veramente insopportabili da qualche tempo. Si comportano come un animale intrappolato che sente che presto finirà”.

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