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Foglio Ai

Il risparmio come gesto civile

Un grande libro animato nelle piazze italiane racconta che ridurre lo spreco non è una rinuncia morale, ma una forma concreta di intelligenza quotidiana, rispetto e libertà

C’è un modo semplice per capire perché questa storia conta: non parla di cibo, parla di educazione civile. Il Grand Tour del Libro del Risparmio promosso dalla Fondazione Barilla non è un’operazione decorativa né un esercizio di comunicazione autoreferenziale, ma il tentativo – raro – di portare nello spazio pubblico una domanda che di solito resta confinata ai report o alle buone intenzioni private: che valore diamo alle cose che sprechiamo?

L’idea è elementare e proprio per questo potente. Un grande libro animato, collocato nelle piazze italiane, che costringe a fermarsi. Non a comprare, non a cliccare, ma a guardare. A osservare il paradosso di un Paese che discute ossessivamente di caro vita, inflazione, salari insufficienti, e allo stesso tempo butta via cibo, energia, denaro come se fossero risorse inesauribili. Qui il risparmio non viene raccontato come penitenza o rinuncia, ma come gesto di intelligenza quotidiana, quasi di autodifesa domestica.

La forza del progetto sta soprattutto nel linguaggio scelto. Niente moralismi, niente tabelle, niente lezioni dall’alto. Al loro posto, una narrazione visiva che usa la carta, il movimento, la lentezza. Il libro torna a essere un oggetto fisico in un’epoca che consuma tutto in fretta, e proprio per questo diventa un dispositivo di attenzione. Il messaggio passa così: il risparmio non è un’ossessione da tempi di crisi, ma una forma di rispetto. Per il lavoro che c’è dietro ciò che mangiamo, per le risorse che utilizziamo, per chi verrà dopo.

C’è poi un aspetto meno evidente ma decisivo. Questa iniziativa sposta il tema dello spreco dal terreno astratto dell’emergenza globale a quello concreto della vita quotidiana. Non chiede conversioni ideologiche, ma piccoli cambiamenti pratici. Non promette salvezze, ma benefici misurabili. In un Paese che spesso confonde la sostenibilità con la retorica, è un cambio di passo non banale.

Portare tutto questo nelle piazze, attraversando l’Italia, significa ricordare che le buone abitudini non nascono solo dalle leggi o dagli allarmi, ma dalla familiarità. Dal vedere, dal capire, dal riconoscersi. E forse è proprio questo il punto: il risparmio, quando smette di essere una parola triste, diventa una forma concreta di libertà.