Foto di George Huffman su Unsplash

Il Figlio

Drammatico e comico, come la vita. Le strade che si intrecciano e si separano

Giulio Silvano

In "Linee parallele", Edward St. Aubyn traccia delle strade e delle vite segnate dal fato, attraversando tutti i difetti e le peculiarità del mondo contemporaneo, tra trumpismi e depressioni auto-diagnosticate, e una società che è allo stesso tempo farsa e luogo sicuro

"Nel primo pomeriggio aveva parlato con un nuovo arrivato nella sala comune, cosa insolita perché molti pazienti non parlavano affatto, non parlavano da tanti anni, tanto valeva che fossero morti, sul piano della conversazione”. Sebastian è schizofrenico. Le condizioni di vita durante la pandemia di Covid-19 non l’hanno aiutato. Dopo un episodio causato da una ricaduta viene chiuso in un ospedale psichiatrico, dove è tenuto sotto controllo per paura che si ammazzi. A seguirlo c’è il dottor Martin Carr, psicanalista che vede in Sebastian il suo paziente “più traumatizzato” – soprattutto per esser stato abbandonato dai genitori biologici da bambino. Solitamente il dottor Carr riesce anche a godersi il tempo con lui, costantemente colpito dalla mente di Sebastian, che sembra correre a 1000 chilometri al secondo, con un ritmo di libere associazioni da far invidia al rapper più “skillato”. C’è però qualcosa che tormenta il medico, che ha scoperto una piccola informazione chiave: Olivia, la figlia che lui ha adottato, è in realtà la sorella di Sebastian. Figlia e paziente sono in realtà cresciuti nello stesso grembo. Subito dopo la nascita Sebastian e Oliva sono stati abbandonati, e poi separati, verso due percorsi completamente differenti, paralleli. Se Seb è a rischio suicidio e la sua testa è una macchina impazzita di canzoni e citazioni, illusioni e immedesimazioni, Olivia ha fatto la ricercatrice a Oxford in epigenetica. Ora è una produttrice radiofonica che sta lavorando a una serie sull’apocalisse, sulle possibili cause della prossima estinzione. Suo marito, Francis, è un botanico che si è unito a una no-profit in Ecuador in difesa della foresta pluviale. Hanno un figlio, Noah, che vuole costruire un’arca. 

 

La migliore amica di Olivia ha un cancro al cervello, e questo ha portato il suo fidanzato ad avere un burnout e a trasferirsi in un monastero in Italia. Di fronte a questo bouquet di vite complicate, piene di velleità, vanità e piccole tragedie, Carr si trova davanti a un dilemma: dire o non dire che il suo paziente e sua figlia adottiva sono biologicamente fratelli? Che effetti potrebbe avere su di loro? “Olivia sapeva di aver avuto un inizio molto migliore rispetto al fratello”, fortunata a esser stata cresciuta dai Carr “se sua madre non l’avesse prima rifiutata”. Per Sebastian invece la vita è un’esperienza iperstimolante, regolata dai farmaci, dove naviga in quello che chiama “multiverso”. Quando smette con le medicine la vita è come “una festa privata, l’unico tipo di festa a cui veniva invitato”.

 

Alternativamente drammatico e comico, ma sempre iperarticolato, l’inglesissimo Edward St. Aubyn con "Linee parallele" (Feltrinelli) traccia delle strade e delle vite segnate dal fato che si incrociano e separano attraversando tutti i difetti e le peculiarità del mondo contemporaneo, tra trumpismi e depressioni auto-diagnosticate, e una società che è allo stesso tempo farsa e luogo sicuro. Tradotto in italiano da Luca Briasco, questo romanzo può spiazzare per la sua rapidità, per la sua densità e per i dialoghi e le digressioni che si sovrappongono. Adam Gopnik, presentando il libro a New York, ha definito alcuni passaggi come dei piccoli saggetti a sé stanti su temi politici, come quello sulla famiglia Bush e la psicanalisi o quello sull’influenza di Eton, la scuola delle élite, sui casini della politica britannica. St Aubyn, la cui saga precedente è diventata una serie televisiva con Benedict Cumberbatch (I Melrose), lo dice apertamente: Linee parallele parla di estinzione e morte e malattia e ingiustizie della vita, ma è anche un libro sulla guarigione e la rinascita, dei singoli e della Terra. “Siamo partiti in direzioni opposte e abbiamo camminato intorno al mondo fino a incontrarci”.

Di più su questi argomenti: