il figlio

Ma che problema c'è? Elogio del mettersi l'animo in pace

Annalena Benini

I libri nello zaino al contrario e la zona cieca di quel che per noi è illogico: per loro no

Ma se tuo figlio infila i libri nello zaino dalla parte sbagliata, cioè con il dorso in alto, in modo che ogni mattina le pagine si aprono tutte sul fondo dello zaino e i libri si gualciscono e si rompono, e però per lui non è un problema, perché tu non ti metti l’animo in pace? C’è di peggio nella vita.

Non è successo a me (non controllo lo zaino di mio figlio da molti anni, perché dovrei rifare la vaccinazione antitetanica e non ho tempo), ma è successo a una mia amica, che si è sentita rivolgere questa frase da una sconosciuta davanti a scuola, prima media, nel mezzo di una specie di crisi di nervi per le macerie uscite dallo zaino del suo bambino molto vivace e molto distratto.

Dunque, è chiaro che gli sconosciuti, soprattutto se padri e madri di scuola, dovrebbero avere accesso limitato alla libertà di parola e di chat (satira, ma anche preghiera di contenere le vostre incredibili certezze e saggezze, magari usando un pezzetto di scotch colorato da mettere sulla bocca giusto davanti al portone della scuola), però quella frase ha cambiato lo sguardo della mia amica, che dopo la crisi di nervi si è fatta una risata.

La sconosciuta impicciona aveva illuminato una zona cieca: quella delle cose che vanno fatte in un certo modo, la zona cieca (e ottusa) dei figli che devono rientrare in una certa categoria di esseri umani, sempre concentrati sull’agire come a noi sembra giusto. In effetti, che problema c’è? Che problema c’è se loro, i nostri figli, non fanno le cose come noi crediamo vadano fatte? (Sempre che quella distruzione non mi costringa a ricomprare il libro, ma questo è escluso: se anche fosse ridotto in cenere, quel ragazzino troverà il modo di studiare nella cenere o nei fondi di caffè). Che problema c’è se non si vestono e pettinano come piacerebbe a noi vederli per specchiarci in loro, o per pensare che stiamo facendo bella figura con il mondo attraverso la bellezza e la pettinatura dei nostri figli? Lo so che non è semplice: io, per esempio, non entro da molti mesi in camera di mia figlia, e se devo andare a dirle qualcosa di urgente chiedo a qualcuno di bendarmi prima di arrivare sull’uscio. Se nessuno può bendarmi, mi metto le mani sopra gli occhi e parlo il più velocemente possibile, mi giro e scappo prima che la curiosità vinca (tipo quello scemo di Ulisse legato all’albero maestro della nave: la differenza tra me e lui è che io non ho la presunzione di essere furba). So che, se vedrò la sua scrivania e le mie amate sedie da cinema ricoperte di vestiti e di cose che sembrano gatti ma forse sono mozziconi di sigaretta o forse sculture fatte con gli stracci, non riuscirò a cenare né a guardare un film seduta sul divano, ma passerò il resto della giornata a minacciare sgomberi e ruspe. E in effetti, a pensarci, che problema c’è? Lei, mia figlia, me lo chiede da anni: che problemi hai, mamma? E suo fratello, ogni volta che mi lamento di qualcosa, mi prende in giro, dice “Per non parlare della stanza di Benedetta”. Ecco, hanno ragione loro: non parliamone. Mio padre mi racconta sempre che era mancino e le suore o i preti, non ricordo, l’hanno costretto a scrivere con la mano destra (legandogli in braccio sinistro dietro la schiena?). Forse la sinistra era la mano del diavolo, o forse erano in buona fede convinti che il lato giusto per scrivere fosse uno e uno soltanto. Forse semplicemente nessuno gli ha mai detto: ma che problema c’è? C’è di peggio nella vita. (ad esempio, la stanza di mia figlia).

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.