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il figlio
Che scopo hanno le ninne nanne horror? Vendicare i genitori
L’uomo nero, il lupo cattivo, lo spettro alla finestra: traumatizzati e addormentati
Di notte mi sveglio e leggo. Non sono contenta né di svegliarmi né di leggere, ma tra le due e le quattro del mattino succede qualcosa che non riesco a scacciare contando le pecore o visualizzando la risacca del mare. Leggo i giornali che non ho letto di giorno, le notizie che sapevo di non sapere, gli editoriali, le sciocchezze di Instagram, mi indigno, mi esalto, mi stanco, mi riaddormento, faccio un grande pastone di cose che la mattina ho dimenticato, ma non del tutto. In una di queste notti ho letto qualcosa che non sono più capace di ritrovare: le ninne nanne horror.
Le ninne nanne hanno come scopo preciso quello di far addormentare i bambini, di solito i bambini molto piccoli, neonati che stanno in braccio o nella culla e che forse non sono ancora particolarmente interessati alle parole, non le capiscono ancora, a loro basta la voce dolce e ripetitiva della mamma. Mia madre dice che mi cantava: Passerotto non andare via, di Claudio Baglioni, era appena uscito il disco. Certo, anche se ci avessi capito qualcosa, non poteva turbarmi lei che lo lascia e però balliamo ancora dai, ma sì è lo stesso. Però non è una ninna nanna horror, in Sabato pomeriggio nessuno fa paura a nessuno, nessuno minaccia di morte nessuno. Ho letto invece che una ninna nanna russa, Bayu Bayushki Bayu, parla di un lupo che vuole rapire il bimbo, la ninna nanna giapponese parla della morte senza lacrime della tata, la ninna nanna islandese, Bìum Bìum, parla di una faccia spettrale alla finestra e quella inglese parla di una culla che cade. So che che ne sono molte altre, che parlano di bambini morti di fame, o che vogliono una mela ma quella mela non esiste. Io conosco una ninna nanna italiana che in effetti è inquietante: ninna nanna ninna oh, questo bimbo a chi lo dò, lo darò all’uomo nero che lo tenga un mese intero, lo darò alla Befana che lo tenga una settimana.
Non è una bella prospettiva per un neonato andare da solo dall’uomo nero. La mia ninna nanna però finisce così: no no no, lo darò alla sua mamma che gli canti la ninna nana. Dopo una serie di minacce, di prospettive raccapriccianti (perché un bambino innocente dovrebbe andare a rischiare il freddo e il carbone dalla Befana?), dopo un altro po’ di suspense viene deciso che questo bambino viene, per il momento, messo in salvo tra le braccia della sua mamma. Fino alla prossima volta che non dorme? Ecco, un conto sono le favole: abbiamo stabilito che l’orrore non va edulcorato, che è giusto rappresentare il male e non cambiare il finale di Cappuccetto Rosso. Perché senno questi bambini cresceranno senza avvertire mai il pericolo, il tragico e nemmeno la possibilità della delusione. Sappiate che le vostre madri possono abbandonarvi nel bosco o trasformarsi in streghe, e che il lupo cattivo esiste e vuole mangiarvi. E’ per il vostro bene, tutto questo male, ma è anche molto divertente.
Invece le ninne nanne perché sono così spaventose? Addormentare un bambino sussurrandogli parole crudeli sembra avere a che fare con la vendetta dei genitori: se non dormi il lupo ti rapisce, lo spettro ti cattura. Con tutto l’amore del mondo, con la voce dolce, ma con una prospettiva horror che, se il neonato la capisse, sarebbe un trauma eterno. E in effetti è inquietante, ma reale, che tutto il bene del mondo stia sempre insieme alla minaccia del mostro. Soprattutto di notte. Meglio Claudio Baglioni. meglio le notizie horror dei giornali.