Il Figlio

La scuola è un caos. Ma meglio il caos della Dad

Annalena Benini

Ero abituata che fosse mio figlio a non sapere nulla, invece adesso il suo non sapere si è esteso come una macchia d’olio a tutta la comunità. E le chat di classe esplodono di domande 

Poiché il cane continua a tacere, per una forma di viltà oltre che di opportunismo, parlerò io. Poiché a lui va sempre bene tutto, a patto che la ciotola sia piena e i gatti aspettino che lui abbia finito di mangiare per avventarsi sui resti di cibo, poiché insomma a nessun altro importa davvero del bene comune, ma solo del proprio metro quadrato di cortile, tocca a me denunciare. Così non va, questa situazione non è accettabile neanche per le cavallette che si preparano alla grande invasione: l’autunno è arrivato ma il caos governa ancora ogni risveglio, ogni insonnia, ogni stanza della casa e ogni orario scolastico, provvisorio o definitivo è la stessa cosa.

 

 

Non si capisce niente, non ci sono regole, nessuno sa niente, non ci sono nemmeno sedi scolastiche certe in cui accompagnare i figli la mattina e le chat di classe esplodono di domande e di rimostranze, tanto che non basta più silenziarle, perché il brusio dei punti interrogativi ed esclamativi si fa sentire sottopelle, si infila nelle mani, entra nella testa molto più di una suoneria alta. So esattamente che in questo momento, se prendessi in mano il mio telefono che ho nascosto sotto una pila di libri per non cadere in tentazione, troverei trentasette messaggi whatsapp. Posso sbagliarmi, poiché il venerdì c’è il picco dello scontento mischiato al sollievo euforico del fine settimana in arrivo, e quindi forse i messaggi adesso sono settantaquattro. Uno è del macellaio che mi avverte che è arrivato il petto di pollo biologic e che se non vado neanche questa volta a prenderlo mi toglie dalla lista dei clienti e non mi saluta più, uno è dell’assicurazione del motorino che mi dice che sono in grave ritardo con il rinnovo, ma gli altri settantuno sono sicuramente di genitori che chiedono spiegazioni sulle assenze dei professori, sulle ore buche, sul green pass, e implorano di sapere dove devono andare a prendere il figlio e a che ora. Cioè in quale scuola, o succursale o palestra o parrocchia che ha ceduto una sala. Nessuno risponde, perché nessuno lo sa.

 

Ho firmato il primo giorno un modulo per l’uscita autonoma e conto sul senso dell’orientamento di mio figlio, conto sul navigatore del suo telefono, conto sul fatto che non lo porteranno fuori dal raccordo, ma per il resto non ne so nulla. Ero abituata che fosse lui a non sapere nulla, invece adesso il suo non sapere si è esteso come una macchia d’olio a tutta la comunità, compresi i rappresentanti di classe, compresi i secchioni e compresi naturalmente i professori, che vagano spaesati per i corridoi e non sono più sicuri di insegnare Fisica o Greco: fratelli, abbracciamoci, succede lo stesso anche a me. Mia figlia ha avuto sei supplenti in una mattinata, professori di altre classi o forse passanti che hanno raccontato la storia della loro vita e le loro posizioni sul vaccino, dice che è stato molto interessante. E che comunque è ora di saltare la scuola per manifestare per la salvezza del pianeta. Anche mio figlio ha deciso di manifestare per la salvezza del pianeta. A questo punto anche il cane ha deciso di manifestare per la salvezza del pianeta. Ma lo fa perché sennò nessuno lo porta fuori, non sta davvero pensando alla salvezza del pianeta, non fidatevi di lui. Poi però ho visto davanti a una scuola, o almeno davanti a quella che una volta era una scuola, due ragazzi che si baciavano, ed erano bellissimi. E quindi a chi si lamenta, cioè a me, vorrei dire che questo è sicuramente il caos, ma il resto è sicuramente Dad. Evviva il caos.

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  • Annalena Benini
  • Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.