Ansa
GranMilano
Il “patto del Garda” che rilancia l'economia e la Lega dei territori
L’ambizione dell'assessore della Lombardia Guidesi è di consolidare un tavolo di coordinamento tra istituzioni, imprese, università e centri di ricerca del nord, per rafforzare la cooperazione tra territori storicamente al centro del vecchio Triangolo industriale. Con l'idea di allargare il dialogo alle altre regioni produttive d’Europa
La fuoriuscita di Vannacci sembra sia stata un balsamo per la rifondazione della Lega Nord, quella dei territori, tanto cara a Fontana e Zaia. Qualche giorno fa, a Desenzano, i colonnelli di Lombardia e Veneto si sono dati convegno per rilanciare il fronte della crescita. Nel campo padano ormai si muovono due schieramenti, al momento, con la stessa divisa: da una parte Salvini, che crede ancora nella sua Lega sovranista e nazionale, dall’altra il fronte del nord, coi governatori di Lombardia, Veneto e Friuli a rilanciare il partito dei territori. Il nord continua a essere il motore produttivo del paese, ma raramente riesce a esprimere una posizione politica compatta quando si tratta di orientare le scelte nazionali ed europee. Proprio in questo spazio si inserisce l’iniziativa partita dalla Lombardia, dove l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi sta lavorando alla costruzione di una rete delle principali economie regionali italiane.
L’ambizione è quella di consolidare un tavolo di coordinamento tra istituzioni, imprese, università e centri di ricerca delle regioni del nord, per rafforzare la cooperazione tra territori storicamente al centro del vecchio Triangolo industriale. Un passaggio politico che ha trovato una prima concretizzazione anche sul piano istituzionale: martedì scorso Guidesi ha incontrato l’assessore alle Attività produttive del Veneto Massimo Bitonci. Sul Garda. La rete del nord, nelle intenzioni dei promotori dovrebbe trasformarsi in uno strumento operativo: coordinamento tra politiche regionali per l’industria, rafforzamento delle filiere interregionali, collaborazione tra strumenti finanziari pubblici e iniziative condivise per l’innovazione e internazionalizzazione. Dietro questa iniziativa c’è anche un obiettivo più ambizioso: se la rete dovesse consolidarsi, l’idea sarebbe quella di allargare progressivamente il dialogo alle altre grandi regioni produttive d’Europa. In prospettiva, potrebbe coinvolgere i Lander tedeschi più industrializzati o alcune regioni manifatturiere spagnole, creando una rete all’interno dell’Unione europea. Lo sviluppo di questo progetto rappresenterebbe il naturale compimento di un disegno politico che Guidesi porta avanti da tempo: la costruzione di una vera e propria rete – una sorta di lobby istituzionale – tra le regioni economicamente più forti del continente. Ad esempio attraverso il ruolo nei tavoli continentali dedicati a filiere strategiche come automotive, chimica e microelettronica, oltre al lavoro congiunto con le Regioni appartenenti ai “Quattro Motori per l’Europa”. Un disegno politico che guarda sempre più a Bruxelles come luogo decisivo in cui orientare le politiche industriali.
In ogni caso, il segnale lanciato dalla Lombardia è chiaro: il Nord che produce vuole tornare protagonista. Alla base della collaborazione vi è la convinzione che, in una fase di grandi trasformazioni, fare sistema tra territori rappresenti una leva decisiva. Lombardia e Veneto vogliono rimettere al centro il ruolo delle Regioni come protagoniste delle politiche di crescita e innovazione. Il patto tra Regione Lombardia e Regione Veneto rappresenta – secondo Guidesi - un passo concreto verso una nuova stagione di collaborazione interregionale, fondata su una visione comune di sviluppo economico, innovazione e centralità dei territori.