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Una poltrona che scotta /8

Spostando le primarie più a sinistra, spunta Anita Pirovano 

Fabio Massa

Per le amministrative a Milano si fa strada una candidata "a sinistra del Pd" che ha già dato prova di saper amministrare. Ecco perché quello dell'attuale presidente del Municipio di zona 9 in quota Avs e già consigliera comunale è un profilo che può mettere tutti d'accordo

Primarie per il candidato sindaco, come ha pure detto il sindaco Beppe Sala. Avs a Milano le vuole, disperatamente. Non si sa bene se per fermare l’avanzata di Mario Calabresi, che pare il punto di caduta più probabile, oppure perché ritiene di avere un proprio nome spendibile. Ad ogni modo la cosa principale, oggi, è mettere in piedi la gara. Così a qualcuno è venuto in mente che proprio dalle parti di Avs potrebbe essere presente una candidatura “a sinistra del Pd” che possa aver dato prova di saper amministrare, che sappia come funziona la macchina e pure sappia come si vincono primarie ed elezioni. Il nome? Anita Pirovano, attuale presidente del Municipio di zona 9, già consigliera comunale. Quando nel 2021 decise di passare da Palazzo Marino al Municipio, sorridendo commentò: “Faccio sempre le cose all’inverso, io. Gli altri passano dai Municipi al Comune, io dal Comune ai municipi”. Perché Anita Pirovano è fatta così: va in direzione ostinata e contraria. Ma tra i tanti della sinistra-sinistra che pontificano più che altro sui giornali, è una che riscuote di una certa credibilità pure tra i moderati.

 

Classe 1982, arriva dalla Brianza lontana (non quella dove è nato Beppe Sala, Varedo) al confine con Lecco. Ha una gemella, dicono più calma e posata. Un tempo portavano lo stesso taglio, e poteva esserci un po’ di confusione. La politica la fa all’università: Bicocca, psicologia, Senato accademico. Una che studia, Anita. E finisce a fare proprio quello per cui ha studiato: la psicologa. Nel 2010 è in quel gruppetto di pazzi che pensano che Giuliano Pisapia possa vincere le primarie. C’è il Pd schierato per Stefano Boeri, ma l’avvocato gentile se ne va in giro, quell’estate, quartiere per quartiere. Chiama i comitati, li anima, li ascolta. A far da mattatore, a livello nazionale, c’è Nichi Vendola. La sua donna sul territorio è proprio Anita Pirovano. Non si candida in Consiglio: entra invece Mirko Mazzali, l’avvocato dei centri sociali oggi schieratissimo per il Sì al referendum. Lei fa la segretaria di Sel dal 2013 al 2016. Capisce subito che non avrà vita facile fin da quando Nichi, in piazza Duomo per festeggiare la vittoria arancione, con l’arcobaleno sullo sfondo della Milano che aveva appena cambiato colore, dichiarò di voler “abbracciare i fratelli rom e musulmani” e parlò di “città espugnata”, beccandosi il rimbrotto di Pisapia: “Meglio parlare di meno e ascoltare di più”. Governare è più difficile che contestare, e Pirovano lo impara nei passaggi più stretti, come quello sulla M4. Nel 2016, con il primo Sala, si candida in Consiglio: 1.500 preferenze, passa come seconda dopo Filippo Del Corno, che viene chiamato a fare l’assessore alla Cultura. Terzo arriva il maestro Limonta, uno dei volti più buoni della politica locale, ora sparito dai radar. Anita è una dura. Durante un confronto con Majorino e Lupi non le manda a dire, sottolinea quanto la città sia cambiata. Si pensava che attirare i capitali avrebbe portato un benessere diffuso, e invece – sostiene Pirovano – ha portato diseguaglianze e arretramento del pubblico a favore del privato. E’ un estremo difensore, Pirovano: tratta ma non vuole incassare gol. Anche nello sport, visto che ha giocato a calcio per anni prima di darsi al padel. Il ruolo? Portiere. Raccontano che un giorno si è presentata in municipio con un occhio nero. Saranno stati i fascisti – dice qualcuno. Invece era uno scontro di gioco. Delle primarie dice che ci vogliono, a tutti i costi. Ma non è una a cui piace partecipare. Anche se gli altri fanno il suo, cerca disperatamente un nome – che non è il proprio – che vinca: meglio convergenze che divergenze, alla ricerca  forse impossibile di una stagione che vide il Pd, dopo le primarie, andare pancia a terra su Pisapia. Stagione irripetibile, anche se Pirovano sotto sotto ci spera ancora.

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