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GranMilano
Gli acquisti di FI in regione Lombardia vanno benone, il centrodestra chissà
Col nuovo ingresso di Barbara Mazzali, i forzisti vedono quasi raddoppiato il loro peso specifico all'interno del consiglio regionale lombardo, passando da 6 a 11 consiglieri. Ora rivendicano il risultato e puntano al rimpasto della giunta, il che non è per forza un bel segnale di stabilità per il governo regionale
Gli argomenti, ad Alessandro Sorte, parlamentare e coordinatore di Forza Italia in Lombardia, non mancano: “L’ingresso della Barbara Mazzali in Forza Italia (eletta tra i ranghi di Fratelli d’Italia, con bella dose di consensi personali, ndr) rafforza ulteriormente la nostra presenza in Consiglio regionale. Alle elezioni lombarde del 2023 erano stati eletti sei consiglieri di FI: quello di Barbara Mazzali è il quinto ingresso nel gruppo a conferma di un percorso di crescita politica e istituzionale costante”. Ora i consiglieri sono 11, un significativo spostamento di peso specifico nella maggioranza. Certo non è l’unico risultato che il coordinatore lombardo di Forza Italia può vantare, perché i bene informati sostengono che Mazzali – popolarissima tra l’altro nella lobby dei cacciatori – era corteggiatissima anche dagli amici della Decima del generale Vannacci, desiderosi di trovare una rappresentanza nel Consiglio regionale. Ora Forza Italia rivendica coi suoi 11 consiglieri un peso maggiore in giunta e punta al rimpasto, il che non è per forza un bel segnale di stabilità per il governo lombardo. Infatti Attilio Fontana, che da mesi tiene botta anche alle richieste di Fratelli d’Italia, non sembra avere intenzione di mettere mano alla squadra. Sullo sfondo gli equilibri interni al centrodestra e la guida, tra un paio d’anni, della Regione rivendicata da Fdi, anche se l’astuto La Russa (inteso Ignazio) ostenta disinteresse. Non è un caso che, in tutte le cerimonie che si svolgono nel milanese – dalle fiere di paese alle Olimpiadi – sia sempre presente il plenipotenziario lombardo di Giorgia Meloni. A tenere vivo lo scontro anche le recenti scaramucce in Consiglio regionale, durante gli interventi dell’assessore Romano La Russa, fratello del presidente del Senato, non molto amato: i consiglieri di Forza Italia sono stati visti uscire dall’aula. Solo il tempo dirà se l’operazione di reclutamento di Sorte tra gli alleati darà i frutti sperati. All’orizzonte, prima delle prossime regionali, ci sono le elezioni politiche e quelle per Milano. Se il centrosinistra dovesse puntare su di un candidato moderato come Mario Calabresi, potrebbe rimanere in sella a Palazzo Marino. In più, con un centrodestra diviso, potrebbe per la prima volta ipotecare il Pirellone con qualche chance realistica. Litigare tra alleati non fa mai bene.