Ansa
Gran Milano
Arriva un rimpastino che scontenta tutti. E, chissà perché, un nuovo assessore
La compagine dell’esecutivo rimane pressoché immutata, stesso discorso vale per la composizione delle deleghe. A cambiare è l'assetto politico perché la Lista Sala adesso conta ben 4 assessori su 12. Ma questo esito non piace né al Pd né ad Azione
"La montagna ha partorito il topolino”. E’ la battuta (facile) che circola a Palazzo Marino a commento del rimpasto concluso dopo 6 mesi di attesa e che vede un nuovo assessore, Marco Mazzei, mentre la delicata delega alla sicurezza resta in mano al sindaco. Per l’esponente della Lista Sala è stato costruito un assessorato allo Spazio pubblico e Edilizia scolastica, con delega alle politiche all’arredo urbano e alle “piazze aperte”. Viene costituito il Comitato per la sicurezza cittadina con la partecipazione del Sindaco stesso, del Comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli e dell’assessore Marco Granelli. Ne faranno parte anche Angelo Giuseppe Re, già questore di Sondrio, e Tullio Mastrangelo, già comandante della Polizia locale di Milano. Altra novità è la costituzione di un Osservatorio per la promozione di politiche di sicurezza democratica che, con la collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, sarà coordinato dal criminologo Roberto Cornelli. C’è pure l’impegno per l’attivazione, nell’ambito della struttura di staff al Sindaco, di una funzione dedicata al protagonismo giovanile, alla dispersione scolastica e all’inclusione.
Nonostante il gran movimento di nomi la battuta sembra giustificata. La compagine dell’esecutivo rimane pressoché immutata, stesso discorso vale per la composizione delle deleghe: Anna Scavuzzo mantiene l’urbanistica, Granelli non riprende la sicurezza che resta nelle mani del sindaco che pure era disposto a restituirgliela. A cambiare è l’assetto politico perché la Lista Sala adesso conta ben 4 assessori su 12, tanti se si pensa che in Consiglio sono 5 su una maggioranza di 31 (in realtà di meno poiché il verde Monguzzi è fuori). L’effetto di questa sovrarappresentanza si è già prodotto sul gruppo che si è ricompattato dopo le divisioni dovute al voto su San Siro riacquisendo la guida di Marco Fumagalli che si era di fatto autosospeso. L’altra conseguenza, di portata più ampia, riguarda l’accelerazione della candidatura di Emmanuel Conte a sindaco che potrebbe arrivare già oggi nel corso della presentazione della fase 2 del piano casa. L’assessore al bilancio potrà godere del sostegno dei civici, come assicura Fumagalli al Foglio, nel caso di svolgimento delle primarie e poi nell’eventuale corsa per Palazzo Marino.
Sono tanti a storcere il naso per questo esito. Non piace al Pd che in un primo tempo aveva caldeggiato un’altra soluzione con l’ingresso in giunta di una figura che rappresentasse il mondo sindacale e dell’associazionismo e un rappresentante di Azione. Un’operazione andata male anche per l’opposizione dei Verdi contrari al partito di Calenda. Poi il Pd ha optato per un rimpasto soft con un esterno a ricoprire la sicurezza salvo bocciare la proposta di Sala di incaricare Mastrangelo, già assessore nel Comune leghista di Arona. E’ nato un braccio di ferro perché Sala è rimasto fermo su Mastrangelo sino a questo fine settimana, poi si è trovato un accordo con Capelli e Roggiani che ha portato alla creazione del comitato in cui fare retrocedere l’ex capo dei vigili. Una soluzione che consente al sindaco di irrobustire la sua componente nell’esecutivo (oltre Mazzei ci sono Sacchi, Riva e Conte).
Scontenta anche Azione, irritata per i veti che comunque non hanno pregiudicato la presenza nella maggioranza. Anche se l’umore non è dei migliori, come spiega il consigliere Daniele Nahum: “Siamo stati gli unici a supportare la giunta nei passaggi cruciali della consiliatura, da San Siro alle grandi scelte sull’urbanistica. Eppure, siamo stati esclusi dalla Giunta a causa dei veti incrociati di Pd e Verdi. Mi auguro un nuovo vigore nell’azione amministrativa, ma temo che si galleggerà per tutto il prossimo anno. Spero che Sala decida finalmente di schierarsi sul suo successore: io vedrei molto bene Mario Calabresi”. Fatta la squadra che, con ogni probabilità arriverà fino al voto, rimane un’incognita non da poco. Cosa farà Beppe Sala? I più indiziati a ottenere il suo sostegno sono Conte, il più votato della lista Sala nel 2021, e il suo vicesindaco Anna Scavuzzo.