Gran Milano

Il dilemma del metrò e il futuro (appiedato?) della metropoli

Daniele Bonecchi

I sindaci avevano accarezzato la fine dell’isolamento della “Silicon Valley della Brianza” grazie ai fondi del Pnrr. Poi è arrivata la mazzata

Senza una idea da “grande metropoli” europea la “grande Milano” nel futuro rischia di fermarsi. Ma, del resto, Milano non può reggere il costo di una metropoli che, amministrativamente, non esiste. Il busillis, anche politico, dei trasporti è tutto qui. Il metrò di Milano rischia di deragliare (metaforicamente) e a pagarne il prezzo è sempre l’area metropolitana, eterna Cenerentola della mobilità. I sindaci della Brianza dell’est ci avevano creduto, anche perché durante l’incontro con l’assessore ai Trasporti Arianna Censi era stato approfondito il tema del tracciato della M2 fino a Carugate e la cifra necessaria (3 milioni) per predisporre il progetto esecutivo del prolungamento: 12,8 chilometri con 5 stazioni, Brugherio, Carugate, Agrate, Concorezzo e Vimercate. I sindaci avevano accarezzato la fine dell’isolamento della “Silicon Valley della Brianza” – area cruciale dell’economia lombarda – grazie ai fondi del Pnrr. Le soluzioni tecniche erano a portata di mano, tant’è che era stata studiata, dai tecnici di MM, anche un’alternativa leggera e più economica, la Lrt (Light rail transit). Gli amministratori avevano accettato anche una “semplificazione” del tracciato, per evitare contenziosi e lungaggini.

   
Poi è arrivata la mazzata: nelle more di un evento il sindaco di Milano, Beppe Sala, parlando dei progetti da realizzare con le risorse del Pnrr ha calato la scure. “Non si poteva fare tutto. Abbiamo cercato di portare al governo i progetti in fase più avanzata. E’ anche un problema di capacità progettuale. Se devo giudicare rispetto al programma di prolungamento delle metropolitane, abbiamo già tantissimo”: pietra tombale sul metrò a Vimercate? Chissà, ma di certo il tema prolungamento “all’infinito” delle reti che ricadono poi in gestione di Atm non è più economicamente sostenibile.

  

Una soluzione alternativa la sfodera Giorgio Goggi, esperto ed assessore, contrario al prolungamento della M2: “Per evitare i costi di una metropolitana pesante, una soluzione c’è ed è la scelta che hanno fatto le metropoli di molti paesi, come il Canada o i Paesi Bassi: realizzare in prima battuta un sistema tranviario in trincea, da trasformare poi, una volta cresciuti i passeggeri, in metrò leggero, meno dispendioso”.

 

Vimercate, Concorezzo, Agrate, Brugherio e Carugate forse possono nutrire ancora una speranza perché MM ha elaborato, tempo fa, anche il progetto di una metrotramvia che – in un primo tempo – doveva collegare Cologno Monzese a Vimercate. Nel frattempo si apprende che il prolungamento della M5 fino a Monza, a lungo bloccato, si farà, e prevede ben sette fermate nella città capoluogo di una Brianza che però rischia di procedere in futuro a due velocità.
 

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