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innocenza e colpevolezza

L'articolo 27 secondo Woodcook. Lettera e risposta

L’avvocato Janes Carratù difende le dichiarazioni del pm Woodcock, il quale sostiene che il processo serva a "provare l'innocenza". Risponde Luciano Capone

Al direttore - Dall’intervista richiamata nell’articolo “Il processo di Woodcock” (da minuto 3 circa) si comprende perfettamente e inequivocabilmente come il dott. Woodcock abbia affermato esattamente il contrario di quanto gli viene attribuito dal quotidiano da Lei diretto, nel senso che il dott. Woodcock ha detto chiaramente che il protagonista del processo penale è l’imputato e che il processo stesso deve essere finalizzato e celebrato nella prospettiva di provare l’innocenza dell’imputato nella assoluta parità tra accusa e difesa, e non ha mai in alcun modo posto in dubbio la pietra miliare della presunzione di innocenza”. Si chiede altresì di dare evidenza della rettifica su tutti i media e canali social sui quali sono stati pubblicati l’articolo e/o richiami dello stesso.
 

avv. Achille Janes Carratù, patrocinante in Cassazione


Risponde Luciano Capone: “Il vero protagonista del processo è l’imputato: nella mia prospettiva, e questa è stata sempre la mia idea, il processo serve a dimostrare non la colpevolezza ma l’innocenza dell’imputato”. Queste sono le parole del pm Woodcock. Non abbiamo attribuito nulla, semplicemente trascritto. A questo punto temo che il problema non sia giuridico, ma linguistico. Se la Costituzione presume l’innocenza vuol dire che non va affatto provata nel processo: ciò che va provata è la colpevolezza! Non possiamo certo pensare che quando si esprime Woodcock vuole significare l’esatto contrario di ciò che dice: sarebbe presunzione d’incoerenza.

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