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in aula

Tajani: "Solidarietà al Foglio per le minacce di Gratteri". La Camera chiede un'informativa del ministro Nordio

Redazione

Picierno: "Non fa onore alla magistratura". Calenda: "Da sospensione". Costa chiede un’informativa del Guardasigilli: "Frasi sconcertanti. Ritengo vada fatto un approfondimento"

Il deputato di Forza Italia Enrico Costa ha chiesto nell’aula della Camera un’informativa del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle parole del procuratore Nicola Gratteri al Foglio. Alla richiesta si sono associati anche altri deputati dai gruppi di maggioranza e opposizione. "Vorrei che fosse chiarito il contenuto di queste frasi, perché, se un procuratore della Repubblica, per il sol fatto di essere stato criticato su una valanga di ingiuste detenzioni che ha determinato nel suo percorso e nella sua carriera, si permette di dire questo - ossia “faremo i conti” e “tireremo la rete” - allora, mi sembra che qua gli equilibri dei poteri abbiano qualche scricchiolamento", ha detto Costa. 

 

                           

Le reazioni della politica

"Voglio esprimere solidarietà al quotidiano Il Foglio per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri", scrive su X Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. "Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro – conclude – Un cattivo esempio, in contrasto anche con l’appello del presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero".

                     

"Stupisce che una dichiarazione dal contenuto assimilabile ad una sorta di intimidazione alla libera stampa arrivi da un magistrato", commenta Alberto Barachini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria: "Esprimo la mia vicinanza al Direttore del Foglio. Attendiamo che il procuratore si scusi".

"Ormai Gratteri ha superato ogni livello di immaginazione. E la cosa che mi preoccupa e che mi rattrista è che è il procuratore in carica a Napoli. Se fossi un redattore del Foglio, quindi, mi preoccuperei non tanto di eventuali cause per diffamazione ma di qualsiasi altra iniziativa", dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. "Ieri gli ho consigliato una pausa di riflessione, ora gli consiglio una lunghissima pausa di riflessione. E lo dico quasi con ironia, benché la vicenda che lo vede protagonista sia tragica e tutt'altro che comica. In un paese serio, una persona del genere dovrebbe meditare sulle ampie facoltà che forse fin troppo ottimismo l'ordinamento giudiziario gli affida", dice il forzista.

"Mi sembrano frasi sconcertanti. Ritengo vada fatto un approfondimento su quella che ritengo una frase controversa nei confronti di un giornale e di giornalisti”, commenta il deputato di Forza Italia Enrico Costa. Mentre Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, definisce le parole di Gratteri "inquietanti" e pone la domanda chiave: "Come può essere interpretato questo atteggiamento se non come una minaccia, particolarmente grave in quanto formulata da parte di chi ha l'alta responsabilità e l'alto potere di 'fare i conti' come un procuratore della Repubblica?". Malan esprime solidarietà alla giornalista del Foglio Ginevra Leganza che ha fatto l'intervista a Gratteri e all'intera redazione, e giudica opportuna la scelta del quotidiano di chiamare in causa Fnsi e Ordine dei giornalisti: "Il rispetto della fondamentale libertà d'informazione va osservato sempre, non solo quando l'interlocutore rivolge domande gradite".

Domani infatti il Foglio chiederà l'intervento della Federazione nazionale della stampa e dell'Ordine dei giornalisti, interpellandoli sull'avvertimento di Gratteri. La domanda che verrà posta a Fnsi e Odg è tutt'altro che retorica: considerano la tutela dell'articolo 21 della Costituzione sempre obbligatoria, o esistono deroghe quando a essere minacciato è qualcuno in particolare? Una domanda semplice, alla quale sarà difficile non rispondere. 

 

Dall'opposizione

Anche l'opposizione prende posizione sul caso. "Le parole del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, rivolte al Foglio sono gravi", dice Pina Picierno (Pd), vicepresidente del Parlamento Europeo, commentando dichiarazioni del magistrato al Foglio. "Intimidire un giornale, lasciar presagire un possibile regolamento di conti giudiziario dopo il voto e ricorrere a un’ironia tossica e aggressiva non fa onore alla magistratura italiana – dichiara l'esponente dem – In una fase così delicata dovremmo invece recuperare una dimensione di confronto alta e costituente, degna della Carta costituzionale che abbiamo". 

"Gratteri è chiaramente fuori controllo. Oggi minaccia il Foglio apertamente. Un magistrato che minaccia un giornale è da sospensione immediata. Esattamente quanto un capo di gabinetto della ministero della Giustizia che insulta i magistrati – scrive il leader di Azione Carlo Calenda su X–. Fateci una cortesia: mettetevi da parte entrambi. E torniamo a parlare di contenuti", conclude.“Le frasi riportate dal Foglio sono terribili, attendiamo una smentita, siamo fiduciosi che arrivi. Quelle frasi rappresentano un’ennesima ferita a un modo corretto di fare un dibattito pubblico e a una democrazia liberale”, ha aggiunto il deputato del Misto Luigi Marattin. 

Deborah Serracchiani del Pd si è associata alla richiesta di informativa urgente chiesta dalla Camera e ha espresso solidarietà al Foglio per quelle "parole irricevibili ma – ha aggiunto – ancora non abbiamo ricevuto risposta alle nostre richieste di informativa a Nordio che ha definito paramafiosi i magistrati del Csm, e sulle parole di Bartolozzi". Carmela Auriemma del Movimento 5 stelle ha ricordato: "Il ministro Nordio lo stiamo aspettando ma vogliamo in primo luogo le scuse da lui che rappresenta il mondo della giustizia e per primo ha avvelenato i pozzi con dichiarazioni pubbliche, non provate ad addossare a Gratteri la colpa di questo". 

 

Le parole di Gratteri

Il magistrato, ospite fisso di La7 e volto più riconoscibile della campagna referendaria per il No, aveva lasciato intendere in tv che il vincitore del festival di Sanremo Sal Da Vinci , autore della canzone "Per sempre Sì", avrebbe in realtà votato No. Ma lo stesso cantante ha smentito. Interpellato dal Foglio su questo episodio, Gratteri ha detto che scherzava, che era un gioco con il conduttore Massimo Gramellini, che bisognava ridere. Poi, nel mezzo dell'intervista, il procuratore ha cambiato registro. "Senta, con voi del Foglio – ha detto – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti". I conti come? "Nel senso che tireremo una rete". Un avvertimento che non suona come una battuta.

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