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La nomina

Il caso del pm Spadaro, condannato ma confermato alla procura europea

Ermes Antonucci

Il magistrato è stato confermato dal Csm come procuratore europeo delegato nonostante sia stato condannato in primo e secondo grado per aver nascosto prove a favore degli imputati

La procura europea (Eppo) ha deciso di rinnovare per altri cinque anni il mandato di ben 14 magistrati italiani come procuratori europei delegati, cioè incaricati di occuparsi di indagini sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea. Tra le 14 toghe spicca il nome di Sergio Spadaro, assegnato alla sede di Milano. Spadaro è infatti stato condannato sia in primo grado sia in appello insieme al suo ex collega della procura di Milano, Fabio De Pasquale, a otto mesi di reclusione per rifiuto d’atti d’ufficio per non aver depositato prove a favore degli imputati nel caso Eni-Nigeria.

 

Il Consiglio superiore della magistratura mercoledì ha deliberato la presa d’atto di questi rinnovi: se in occasione della prima nomina lo stato membro svolge un ruolo diretto (tramite il ministero della Giustizia e il Csm) nella scelta dei magistrati, la decisione sul rinnovo del mandato spetta formalmente al collegio della procura europea. Informalmente, però, nella prassi si verifica sempre – come è comprensibile – una interlocuzione tra la procura europea e lo stato membro sul mantenimento del magistrato in un ruolo così importante. Stupisce, dunque, che la procura europea abbia deciso di rinnovare il mandato di un magistrato che, pur essendo in attesa della sentenza definitiva, ha sul groppone una doppia condanna relativa all’esercizio delle sue funzioni, con la grave accusa di aver nascosto prove favorevoli alle difese degli imputati in un processo dal rilievo internazionale. Se la condanna di Spadaro sarà confermata anche in Cassazione, cosa faranno il Csm e il ministero della Giustizia? Non sarebbe stato meglio evitare il rinnovo del mandato di Spadaro alla procura europea per questioni di opportunità, legate soprattutto alla credibilità della magistratura italiana?

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  • Ermes Antonucci
  • Classe 1991, abruzzese d’origine e romano d’adozione. E’ giornalista di cronaca giudiziaria e studioso della magistratura. Ha scritto "I dannati della gogna" (Liberilibri, 2021) e "La repubblica giudiziaria" (Marsilio, 2023). Su Twitter è @ErmesAntonucci. Per segnalazioni: [email protected]