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il caso

Il tribunale di Catania revoca il fermo di Sea Watch 5. Salvini: "Pregiudizio politico di alcuni giudici"

Redazione

Dopo il risarcimento da 76mila euro a Carola Rackete stabilito ieri dal tribunale di Palermo, i giudici di Catania sospendono il fermo di 15 giorni e la relativa multa alla Sea Watch 5. La polemica nella maggioranza

Due sentenze in due giorni tallonano il governo sull'immigrazione. Il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento di fermo di 15 giorni e la relativa multa alla Sea Watch 5. Lo fa sapere la stessa Ong tedesca tramite i suoi canali social. La notizia arriva dopo il risarcimento stabilito ieri dai giudici di Palermo verso la stessa ong, per il caso che vide la comandante Carola Rackete coinvolta nel blocco navale del 2019. 

A fine gennario la Sea Watch 5 era arrivata al porto di Catania dopo aver soccorso 18 persone a bordo di un barchino in difficoltà nel Mediterraneo. Dopo l'arrivo in banchina, nei confronti della nave era stato emesso il provvedimento di fermo ora revocato dai giudici, che sarebbe comunque arrivato a scadenza in questi giorni. "Rilevato che dal tenore complessivo delle allegazioni emergono i presupposti per la sospensione 'inaudita altera parte' - scrive il giudice Mariaconcetta Gennaro nel decreto di fissazione dell'udienza - in quanto, pur essendo decorso il termine di fermo amministrativo, si rinviene un pregiudizio nel possibile aggravamento della risposta sanzionatoria a fronte di eventuali reiterazioni della violazione". Per questo motivo, il Tribunale "sospende l'efficacia esecutiva dell'ordinanza emessa dal prefetto di Catania" e "fissa, per la trattazione dell'istanza cautelare nel contraddittorio delle parti, l'udienza del 2 marzo 2026 alle 13.30".

Tra i partiti di maggioranza intanto monta la polemica per i 76mila euro che lo stato dovrà risarcire alla comandante della Ong, oggi europarlamentare con The Left. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini parla di un "pregiudizio politico" di alcuni giudici "che si trasforma in azione contro l'Italia e contro gli italiani". E sfrutta l'occasione per fare campagna sul referendum del 22 e 23 marzo: "In Usa, Cina o Canada se una nave italiana avesse speronato una nave cinese, americana o canadese che fine avrebbe fatto? Mi pare che questi giudici non facciano il bene dell'Italia. Chi vota sì sceglie di togliere la politica dai tribunali, il potere di nomina alle correnti che sono per la maggior parte di sinistra così da privilegiare il merito". Stessi toni utilizzati anche ieri dalla premier Giorgia Meloni.

 

 

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