Assolto l'ex sindaco di Terni infangato da Lega e M5s. Chi chiederà scusa?

Ermes Antonucci

Leopoldo di Girolamo era finito agli arresti domiciliari in un'inchiesta su alcuni appalti truccati. Salvini e il Movimento ci fecero campagna elettorale, favorendo l'elezione di un primo cittadino leghista nel 2018

Il tribunale di Terni ha assolto l’ex sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e tutti gli altri 18 imputati del processo “Spada”, scaturito dall’inchiesta su presunti appalti truccati che nel 2017 portò agli arresti domiciliari di Di Girolamo, alla successiva caduta della giunta comunale e all’elezione nel 2018 del primo sindaco leghista della storia della città umbra, Leonardo Latini. Tra gli imputati assolti anche l’ex assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari, anch’egli posto agli arresti domiciliari nel maggio 2017. Il pm aveva chiesto condanne per un totale di 17 anni di reclusione. L’indagine ebbe grande clamore e venne strumentalizzata dalle opposizioni (FI, Lega e M5s), che chiesero la testa del sindaco e il ritorno alle urne.

Alla notizia dell’arresto di Di Girolamo, Matteo Salvini corse in Umbria e dichiarò: “A Terni come a Catania c’è una giustizia che va fino in fondo e scova il marcio. Il sindaco del Pd di Terni è figlio di una cultura che va cancellata dall’Italia”. Il M5s di Terni scese in piazza per distribuire volantini e poster sul sindaco indagato, annunciando di voler leggere in piazza le intercettazioni compiute nel corso dell’inchiesta. Il circo mediatico-giudiziario raggiunse l’obiettivo di costringere Di Girolamo alle dimissioni.

 

A spuntarla alle elezioni fu Leonardo Latini, primo sindaco leghista nell’ex roccaforte comunista. Dopo due anni e mezzo, si scopre che l’inchiesta che portò al ribaltone era infondata. Chi chiederà scusa?