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La sentenza sulla strage di Viareggio non fa giustizia

La Corte d'appello conferma la condanna a sette anni a carico dell'ex ad di Ferrovie, Mauro Moretti. La sua unica responsabilità, trovarsi ai vertici di un’azienda

20 Giugno 2019 alle 16:58

La sentenza sulla strage di Viareggio non fa giustizia

Mauro Moretti (foto LaPresse)

I dirigenti della rete ferroviaria, a cominciare dall’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello stato, Mauro Moretti, sono stati condannati a pesanti pene detentive dalla Corte d’appello di Firenze che ha confermato la sentenza di primo grado a sette anni di carcere. L’emozione suscitata dal gravissimo incidente di Viareggio di nove anni fa, il dolore delle famiglie delle 32 vittime, hanno superato il più che ragionevole dubbio sulle effettive responsabilità personali di Moretti e dei suoi collaboratori. Tutto si incentra sul concetto, assai fumoso, dell’omissione di controllo. Moretti doveva controllare che il treno tedesco, che aveva presentato tutti i documenti richiesti, avesse effettivamente i requisiti di sicurezza che invece erano stati violati? Avrebbe dovuto prevedere che il passaggio di quel treno per quella stazione (per la quale era passato in precedenza decine di volte), costituiva un pericolo mortale, tale da renderlo colpevole di strage colposa?

 

Le vittime hanno diritto alla giustizia, ma in uno stato di diritto non si può trasformare la responsabilità oggettiva del sistema ferroviario in responsabilità personale dei suoi dirigenti. Per le famiglie delle vittime, che hanno l’impressione che quella di oggi sia stata una buona giornata, si deve avere la massima comprensione. Però non è vero che abbiano ottenuto giustizia, perché è stata condannata una persona che ha l’unica responsabilità di essersi trovata ai vertici di un’azienda, per la quale peraltro si è prodigato anche per migliorarne gli standard di sicurezza.

 

Anche se urta la coscienza diffusa, gli incidenti esistono e non possono essere esorcizzati con la giustizia sommaria. C’è da sperare che nell’ultimo grado di giudizio sia possibile rimettere ordine, fare prevalere una concezione non vendicativa del diritto, un esame rigoroso che sappia identificare le responsabilità personali che ci sono e quelle che non ci sono.

  

Quello che si può dire già ora è che quella della conferma della condanna non è stata affatto una buona giornata, non solo per gli imputati, ma anche per l’accertamento delle responsabilità reali e quindi anche per la giustizia, cui aspirano giustamente in nome dei loro cari i famigliari delle vittime.  

Redazione

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Commenti all'articolo

  • CohleandHart

    26 Giugno 2019 - 12:30

    amen, amen, amen.

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  • Chichibio

    21 Giugno 2019 - 13:50

    Giustizia grillina.

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  • carlo.trinchi

    20 Giugno 2019 - 21:27

    Roma della piccola Raggi è esempio di inefficienza per paura di fare la fine ingiusta di Moretti. Che minchia centra un AD che ha seguito le procedure poi si stacca la ruota di un treno e lo mettono in galera. Siamo alla giustizia da ghigliottina per far piacere al popolo. Siamo un paese inaffidabile. E triste dirlo ma a volte è così.

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  • eleonid

    20 Giugno 2019 - 21:00

    Non sono d'accordo con l'esemplificazione delle responsabilità per fare giustizia nei confronti di chicchessia ,anche se in presenza di morti . La responsabilità deve essere oggettivata da comportamenti provati deliberativamente e non semplicemente dalla presunzione conseguente alla copertura di una posizione di lavoro. Si dirà allora chi deve rispondere dell'accadimento di eventi disastrosi ? Certamente siamo noi umani che creiamo le condizioni . Ma deve essere dimostrato che ci sia stata malafede a gettarne le basi. Nel caso in esame non credo che l'amministratore Moretti abbia assunto o concorso ad un tale comportamento , né che un grande sistema di trasporto ,come le nostre ferrovie, sia stato governato nella disastrosa circostanza da persone irresponsabili. Gli incidenti purtroppo sono sempre accaduti e il rischio zero non esiste. A mio avviso ,dopo i dovuti accertamenti volti ad escludere doli, dovrebbe essere il sistema a prendersi carico dei danni conseguenti.

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