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Tutti a caccia dei “misteri” di Riina. Che non esistono

Se non si trovano “mandanti esterni” delle stragi di mafia può darsi che questo dipenda semplicemente dal fatto che quella strategia criminale era stata ideata proprio dal capo dei capi

17 Novembre 2017 alle 11:18

Tutti a caccia dei “misteri” di Riina. Che non esistono

Totò Riina (foto LaPresse)

In occasione della morte di Totò Riina gran parte della stampa insiste sui “misteri” di cui sarebbe avvolta la sua figura. In realtà non c’è nessun mistero: nella sua ambiziosa scalata alla conquista di un ruolo dominante nelle criminalità organizzata, Riina ha scelto la strada della sfida aperta allo Stato, la via delle stragi, e lo Stato ha risposto. Lo ha condannato a 36 ergastoli, lo ha tenuto nel regime carcerario più duro fino a quando non è entrato in coma definitivo. Tuttavia continua a ritornare l’idea di una trattativa che il boss avrebbe intavolato con i poteri pubblici. Visto quello che ha ottenuto in cambio, cioè appunto il massimo della pena consentita in Italia, non si vede che cosa sia stato scambiato in questa fantomatica trattativa. La mafia di Corleone, che aveva intimorito tutta Italia e non solo, oggi non esiste più, bel risultato di un ipotetico accordo con lo Stato.

 

Se invece si allude a iniziative dei servizi per isolare l’area stragista della mafia, per far scoppiare le contraddizioni interne alla criminalità organizzata al fine di combatterla meglio, questo è tutto un altro paio di maniche. Sarebbe casomai da criticare un sistema di intelligence che non avesse fatto questo tentativo. Questi però non sono i misteri di Riina, ma una storia diversa, quella di una reazione allo stragismo mafioso realizzata con successo utilizzando tutti gli strumenti disponibili. Per Antonio Ingroia, invece, la morte di Riina copre inconfessabili relazioni con “la classe dirigente collusa”, ma come sempre si tratta di una posizione puramente ideologica, priva di qualsiasi riscontro, nonostante infinite inchieste giudiziarie finite nel nulla o destinate a finirci. Se non si fa luce sui presunti misteri di Riina, può darsi che sia semplicemente perché non esistono, se non si trovano “mandanti esterni” delle stragi di mafia può darsi che questo dipenda semplicemente dal fatto che quella strategia criminale era stata ideata proprio da Riina. Può darsi, come diceva Occam, che quando si sente uno scalpitio di zoccoli, si tratti di un cavallo e non di un’ipotetica zebra.  

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    17 Novembre 2017 - 13:01

    Resta il problema di menti criminali di grande intelligenza e carisma e magistrati modesti come Ingroia ed altri ( con il codazzo di giornalisti e scrittori compiacenti ) che certo non brillano nel confronto . Ammettere che un criminale è più dotato intellettualmente della media dei suoi persecutori e dura da digerire.luigi de santis

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