Siamo proprio sicuri che i tedeschi ci odino?

I tedeschi ci amano molto di più ci quello che un rotocalco giornalistico in crisi voglia farci credere. Per questo, quando qualche giornalista ci offende, dovremmo scrollare le spalle e farci una grassa risata. 

2 Giugno 2018 alle 13:19

Siamo proprio sicuri che i tedeschi ci odino?

La cancelliera tedesca Angela Merkel (foto LaPresse)

Nelle ore più tristi che il dibattito tra opinione pubblica italiana e tedesca abbia conosciuto da anni, alimentato da articoli e copertine di alcuni rotocalchi giornalistici che, in profonda crisi, tentano di vendere qualche copia con titoli scabrosi, è arrivato il momento di fermarsi un attimo, usare la testa, e capire di che cosa stiamo parlando. Ci sono tre cose semplici, che se comprese, ci porteranno, la prossima volta che leggeremo un articoletto da quattro soldi che offende noi italiani, a scrollare le spalle e fregarcene, un po’ come fanno i tedeschi quando sono loro a essere offesi dai nostri giornalisti. Primo: uscire dalla retorica populista di reductio ad unum. Le istanze popolari, nel magico mondo della nostra democrazia fatta di tante voci e interessi, non sono in alcun modo rappresentabili da un unico amalgama unitario e indefinito. Come ben spiega il politologo tedesco Jan-Werner Müller, la più grande colpa del populismo contemporaneo è di aver fatto credere alla gente che il popolo sia un uno, che parla e si esprime da solista. Questo è profondamente falso, poiché non vi è giornale o partito oggi che possa in alcun modo racchiudere tutte le opinioni di un popolo in un solo strumento di comunicazione, sia esso mediatico o politico. Qualunque articolo e copertina non rappresenta dunque un’intera popolazione, italiana o tedesca che sia, e basta dare un’occhiata sui social dei giornali in questione per capire che le critiche sul loro operato arrivano tanto da una parte che dall’altra. Secondo: sempre nel magico mondo della nostra democrazia, esiste la libertà di stampa e opinione. Esistono quindi tanti giornali, ognuno che scrive, dice e pensa cosa diverse. Se proprio decidiamo di appassionarci improvvisamente di stampa tedesca, assicuriamoci almeno di controllare cosa scrivono tutte le testate, per evitare di incappare nel tranello abusato dai nostri leader politici populisti, che vedrebbe l’Italia sotto attacco dall’intero apparato stampa tedesco. Così non è. Sono stati molto più numerosi gli articoli di critica e analisi costruttiva sul nostro paese rispetto a quelli offensivo-propagandistici. Terzo e ultimo punto: i tedeschi ci amano. Se no non si preoccuperebbero dal mattino alla sera di quello che succede in Italia. Ci amano da molto prima che ci odiassimo negli anni bui del ‘900. Ci amano perché siamo un partner economico fondamentale e di grande rilievo, ci amano perché si emozionano davanti ai nostri laghi, ai nostri mari e alle nostre montagne, ci amano per come parliamo e per come mangiamo. Insomma, ci amano per tutto quello che provano quando superano le Alpi. La passione culturale tra Italia e Germania è molto più antica dei nostri confini e non basteranno certo 140 caratteri a cancellarla.  

Matteo Scotto

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Commenti all'articolo

  • sara69

    06 Giugno 2018 - 14:02

    Dopo aver trascorso quasi trent'anni da italiana in Germania, grazie per l'articolo che condivido pienamente.

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  • mottek

    06 Giugno 2018 - 13:01

    Riassumendo, come disse una volta (se non erro) un direttore di un Goethe-Institut italiano: i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano, gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano...

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  • manfredik

    03 Giugno 2018 - 07:07

    Gli Italiani rispettano i Tedeschi ma non li amano.Loro ci amano ma non ci rispettano. Fra i luoghi comuni questo è forse il più diffuso. Ho lavorato 15 anni con loro e ho potuto conoscerli meglio dell'Italiano medio; l'idea che mi sono fatto è che i Tedeschi non sono più "romantici". Rispettano chi si assume le proprie responsabilità e fa delle scelte ponderandone le conseguenze. Apprezzano chi si comporta secondo le regole ed emarginano chi non lo fa. Fanno i loro interessi, come tutti, e si aspettano che nessuno se ne stupisca ipocritamente. Non intendono fare da badante a nessuno, perchè guardano lontano al futuro, e sanno benissimo che anche loro hanno il problema dell'invecchiamento della popolazione. Il calo pianificato del debito pubblico risponde a questa logica. Se qualcuno li stufa con il vittimismo lo lasciano andare per la sua strada. Il problema vero per noi è che loro non vogliono più essere egemoni in Europa. Savona si sbaglia di grosso. Questo è il guaio.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    02 Giugno 2018 - 20:08

    "Come è umano lei" grazie di darci conforto: pare che nelle farmacie italiane abbiano esaurito i lacrimatoi. Tigellino? . Così tanto per essere edotto le consiglio, in podcast, un "trio" di stamane a Omnibus fra Udo Gumpel , Foa eTonia Mastrobuoni corrispondente di Repubblica dalla Germania; l'oggetto era la Deutscke Bank, Gumpel ha esaltato, "nonostante qualche piccolo errore", la Banca (bugiardo perchè la Deutscke è una banca gestita malissimo) e la Mastrobuoni con Foa che l'ha messo a tacere perchè competent e informati. Un altro della stessa "pasta", pardon wurstel, è Piller che con una monotonia degna della "Fiaccola sotto il moggio" mentre parla parzializza con "Germania uber alles". Ora è chiaro che non sono i tedeschi contro l'Italia ma sicuramente qualcuno dei media tedeschi in Italia che "informano" lo sono.

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    • Matteo Scotto

      03 Giugno 2018 - 00:12

      Al di là di citazioni pseudocolte, accusare la Germania d'ogni male le garantisco che non ci salverà da noi stessi. Buon lavoro.

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