Foto ANSA

Dopo il Mercosur e l'India

Libero scambio e sicurezza “inscindibili”. L'accordo tra l'Ue e l'Australia

David Carretta

Si eliminareranno il 99 per cento dei dazi sulle esportazioni dell’Ue (tranne alcuni prodotti dell’acciaio). La strategia di diversificazione commerciale sta diventando la politica di maggior successo del secondo mandato di von der Leyen

Bruxelles. La strategia di diversificazione commerciale per contenere i danni provocati dai dazi di Donald Trump sta diventando la politica di maggior successo del secondo mandato di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione. Dopo il Mercosur e l’India, la scorsa notte la Commissione ha concluso un accordo di libero scambio con l’Australia, paese lontano, ma ricco di materie prime critiche e vittima della coercizione economica della Cina, oltre che dei dazi di Trump. “L’Ue e l’Australia possono anche essere geograficamente distanti, ma siamo vicini in termini di visione del mondo”, ha detto von der Leyen. Il premier australiano, Anthony Albanese, ha definito l’intesa con l’Ue un “momento significativo”. Avviati nel 2018, i negoziati erano falliti nel 2023 a causa di una divergenza su cinquemila tonnellate di carne di manzo. Ma questa volta l’Ue e l’Australia hanno scelto di fare alcune concessioni per rafforzare la cooperazione durante quelli che von der Leyen ha definito “momenti di turbolenza”. L’Ue e l’Australia hanno anche sottoscritto una partnership di sicurezza e difesa, che apre le porte a un rafforzamento della cooperazione in diversi settori, compreso lo strumento Safe per gli acquisti congiunti europei di armi. “La nostra sicurezza è inscindibile”, ha detto l’Alto rappresentante, Kaja Kallas.

L’accordo commerciale con l’Australia permetterà di eliminare il 99 per cento dei dazi sulle esportazioni dell’Ue (con l’eccezione di alcuni prodotti dell’acciaio), tagliando circa 1 miliardo di euro di dazi per gli esportatori. La Commissione stima che ci sarà un aumento del 33 per cento delle esportazioni dall’Ue nel prossimo decennio per arrivare a un valore di 17,7 miliardi di euro l’anno. I principali settori beneficiari includono l’automotive (52 per cento), la chimica (20 per cento) e il lattiero-caseario (48 per cento). L’Australia aprirà il mercato dei servizi in alcuni settori chiave come quelli finanziari e delle telecomunicazioni. Ci sarà un maggiore accesso per le imprese dell’Ue agli appalti pubblici. La Commissione si aspetta benefici importanti anche per l’agri-food, con un aumento delle esportazioni di formaggi, preparati di carne, vino e cioccolato. L’Australia è un grande produttore di materie prime critiche, compresi litio e manganese, fondamentali per la sicurezza economica europea e la competitività dell’Ue. L’accordo prevede un accesso più prevedibile e affidabile per le imprese europee. I dazi saranno tagliati, l’Australia cancellerà il monopolio delle esportazioni, le tasse alle esportazioni e altre restrizioni verso l’Ue. L’idea è di collaborare per sviluppare capacità di raffinazione al di fuori della Cina.

L’Ue ha dovuto fare alcune concessioni sul settore auto e sull’agricoltura. La Commissione ha rinunciato a esigere dall’Australia la fine di una tassa sulle auto di lusso. La linea rossa che era stata tracciata dall’Ue nel 2018 sulla carne di manzo non è stata superata. L’Australia aveva chiesto 35 mila tonnellate senza dazi, ma la Commissione aveva rifiutato. L’accordo concluso ieri prevede 30.600 tonnellate in regime di quote, in parte senza dazi e in parte a dazi ridotti. Si tratta dello 0,5 per cento del consumo interno dell’Ue. Sistemi simili sono previsti per altri prodotti agricoli sensibili per l’Ue, come la carne di agnello, lo zucchero e il riso. La Commissione ha accettato di fare concessioni sul Pecorino romano, il Parmigiano e il Prosecco, che vengono prodotti e commercializzati in Australia. Per il primo è previsto un periodo transitorio di 5 anni prima della protezione completa. Per contro sarà possibile continuare a vendere Parmesan (ma non Parmigiano) nei supermercati australiani. Quanto al Prosecco, in Australia è un vitigno, non una denominazione di un vino frizzante. Potrà continuare a chiamarsi così anche in futuro, ma solo in Australia. I populisti di sinistra e di destra stanno già protestando per Parmesan, Prosecco e simili. “Un insulto all’Italia”, ha detto l’eurodeputata del M5s, Carolina Morace. “Questo accordo indebolirà ancora di più la nostra sovranità alimentare”, ha detto il francese Jean-Luc Mélenchon.