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editoriali

La via dell'Ue in un mondo in caos

Redazione

Mercosur in vigore a maggio. Chiusa l’intesa con l’Australia e dazi azzerati su terre rare. L'accordo tra la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen e il premier australiano Albanese è stato concluso dopo otto anni di trattative

 

All’incertezza economica dilagante l’Ue risponde con accordi di libero scambio. Negli ultimi mesi Bruxelles ha concluso intese commerciali con Indonesia, India, e adesso anche l’Australia. Ieri a Canberra von der Leyen e il premier australiano Albanese hanno chiuso un negoziato dopo otto anni di trattative. Ma lunedì la Commissione ha anche completato l’ultimo passaggio per avviare l’applicazione provvisoria dell’accordo con il Mercosur. L’accordo con i paesi del Sud America è stato spacchettato in due testi: un più ampio partenariato politico, e un’intesa commerciale che può essere applicata provvisoriamente senza ratifica piena, ed è quello che accadrà dal primo giorno del secondo mese successivo alle notifiche, dunque il 1° maggio. Dopo la ratifica di Argentina, Brasile e Uruguay, lunedì scorso la Commissione ha notificato i paesi Mercosur tramite una nota verbale indirizzata al Paraguay, depositario dei trattati del blocco. Il risultato è la più grande zona di libero scambio al mondo da oltre 700 milioni di consumatori, e per l’Ue più di 4 miliardi di euro l’anno di risparmi doganali. Il Parlamento europeo ha contestato lo spacchettamento (voluto e confermato dal Consiglio) e ha chiesto un parere alla Corte di giustizia, che però richiederà circa 18 mesi. Ma intanto, l’accordo Ue-Mercosur è diventato già realtà per gli esportatori di entrambi i blocchi. Con l’Australia la posta è di altrettanto rilievo commerciale e geopolitico. Grazie all’accordo chiuso ieri, la Commissione prevede un risparmio di un miliardo di euro l’anno in spese doganali e una crescita dell’export Ue fino al 33 per cento. Ma soprattutto dazi azzerati sui minerali critici australiani; una notizia non da poco per l’industria della difesa e tech europea. L’Australia è il primo produttore mondiale di litio, e tra i primi cinque per cobalto e terre rare. Materiali su cui la Cina domina la raffinazione e su cui l’Europa non può permettersi di avere un unico fornitore. La strategia  è chiara: diversificare  e blindare accordi prima che anche il resto del mondo decida di trasformare l’interdipendenza in ricatto.