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Intanto a Caracas

Il rimpasto di Delcy Rodríguez per assecondare gli americani e garantire “la felicità per tutti”

Maurizio Stefanini

In Venezuela si nominano sette nuovi ministri, ma arrivano anche altri nomi come capi dell’Aeronautica, della Marina e della Milizia. La lista dei nomi e i dubbi sul ritorno di María Corina Machado

Assieme a Diosdado Cabello al ministero dell’Interno, era rimasto il generale Vladimiro Padrino López, uno dei due ingombranti presidi maduristi nel governo venezuelano guidato da Delcy Rodríguez sempre più in obbedienza a Donald Trump. Immagine di repressore feroce a parte, Padrino ha però su di sé, da parte degli Stati Uniti, una taglia di 15 milioni di dollari per narcotraffico, e la cosa si stava facendo sempre più imbarazzante nel momento in cui funzionari americani e venezuelani si stanno incontrando sempre più spesso proprio per coordinare la lotta contro i narcos. E così alla fine Padrino è stato costretto alle dimissioni, dopo dieci anni che restava inamovibile al suo posto, sia pure con un ringraziamento formale. Ma viene dato per certo che Delcy gli avesse chiesto di dimettersi subito dopo il disastro della cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro. La sua destituzione, dopo una ostinata ma alla fine inutile resistenza, ha avviato un rimpasto molto più ampio.

Con un messaggio su Telegram, Rodríguez ha annunciato la nomina di sette nuovi ministri, spiegando che l’amministrazione intende rafforzare la propria capacità di governo. Tra le nomine chiave spicca quella del generale Gustavo González, ex capo della direzione generale del Controspionaggio militare – incarico che ha assunto il 6 gennaio – come nuovo ministro della Difesa. Carlos Alexis Castillo, giudice della Camera sociale, subentra a Eduardo Piñate alla guida del ministero del Lavoro. La deputata Jacqueline Faría guiderà il ministero dei Trasporti, sostituendo Aníbal Coronado. Ana María Sanjuán, professoressa, psicologa sociale e analista politica, assumerà la guida del ministero dell’Istruzione superiore, subentrando a Ricardo Sánchez. Raúl Cazal guiderà il ministero della Cultura; per il ministero dell’Energia elettrica, il nuovo responsabile sarà l’ingegnere Rolando Alcalá, mentre Jorge Márquez Monsalve sarà a capo del ministero dell’Edilizia abitativa, con il compito di proseguire le politiche pubbliche in materia di accessibilità agli alloggi.

                          

Secondo quanto riportato dai media, i cambiamenti ai vertici del potere esecutivo includono anche incarichi per personalità di rilievo nazionale. L’ex procuratore generale Tarek William Saab, terribile persecutore di oppositori, guiderà quindi la “Grande Missione Viva il Venezuela, la mia amata patria”, volta a promuovere la musica, il canto, i ritmi e le danze tradizionali, nonché a recuperare e diffondere i valori culturali e il patrimonio nazionale. Henry Navas Rumbos sarà il nuovo comandante della Guardia d’onore presidenziale con l’obiettivo di garantire la protezione di Delcy Rodríguez, la sicurezza nazionale e la stabilità delle istituzioni, molto meglio di come era stato con Maduro. Germán Gómez Lárez ricoprirà la carica di direttore generale del Controspionaggio militare, sostituendo González, e Juan José Ramírez, ministro dei Lavori pubblici e dei servizi, assumerà anche la vicepresidenza settoriale dello stesso ministero. Nel contempo, Delcy Rodríguez ha nominato anche i nuovi capi dell’Aeronautica, della Marina e della Milizia. In particolare, è stato rimosso dall’incarico Domingo Hernández Lárez, capo del Comando operativo strategico delle Forze armate nazionali bolivariane (Fanb), ma soggetto a sanzioni statunitensi. Al suo posto, Rafael Prieto Martínez. Royman Hernández Briceño è il nuovo comandante generale dell’Aeronautica, Jorge Agüero Montes della Marina e Nayade Lockiby Belmonte della Milizia.

Delcy ha indicato di aver incaricato le nuove autorità di “lavorare instancabilmente per la realizzazione di un Venezuela sovrano, giusto ed equo”, nonché per la costruzione di “un paese di giustizia sociale e di assoluta felicità per tutti”. Secondo vari commentatori, la nomina di González rafforza una strategia volta a consolidare la disciplina e il controllo interno in un momento di profondo cambiamento istituzionale. L’ex capo della polizia politica chavista, citato in tutti i rapporti delle Nazioni Unite sulle violazioni dei diritti umani e sulla tortura, e peraltro sanzionato dagli Stati Uniti (per la sua cattura era stata offerta una ricompensa di 10 milioni di dollari), è stato scelto dai fratelli Rodríguez come successore il 3 gennaio per evitare il ripetersi di quanto accaduto. La fotografia di González López che conversa con il direttore della Cia John Ratcliffe durante la sua visita politica a Caracas è poi entrata nella storia. C’è ora il dubbio se appunto González López abbia anche il compito di impedire il ritorno di María Corina Machado, col consenso di Trump.