Juan Carlos Valencia González (a destra) guida il Cjng dopo l'uccisione del Mencho (a sinistra) il 22 febbraio 2026

Il Cartello di Jalisco dopo El Mencho: chi è "El 03", il nuovo boss del cartello messicano

Maurizio Stefanini

Un mese dopo la morte del narco che lo guidava, Juan Carlos Valencia González ha preso le redini del Cjng. Doppia cittadinanza, estremamente riservato e già alla guida delle cellule armate più violente. Il ministro dell'Interno: il gruppo è ancora presente in tutto il paese ed estremamente pericoloso

Domenica ricorreva un mese dall'operazione in cui è stato ucciso Rubén Oseguera Cervantes, alias El Mencho: leader del Cartello di Jalisco Nuova Generazione (Cjng), organizzazione che aveva rivoluzionato il narcotraffico verso gli Stati Uniti sostituendo il fentanyl alla cocaina come prodotto principale. Nel frattempo sono emersi nuovi dettagli sull'operazione: El Mencho sarebbe stato localizzato grazie alla sorveglianza di una donna, presumibilmente la sua amante, seguita fino a una baita a Tapalpa. Qui un uomo è stato visto abbracciarla affettuosamente, e proprio quel gesto ha tradito l'identità del boss: nessun altro avrebbe mai osato toccare la donna del narcotrafficante. Si è inoltre appreso che la sua caduta è stata facilitata da uno scambio di informazioni con il governo statunitense, e che un drone americano potrebbe aver partecipato alla sorveglianza.

Dopo la cattura, le autorità hanno consentito ai media di accedere alla baita. Durante quella visita, il quotidiano El Universal ha ottenuto un presunto registro dei pagamenti del cartello, che documenta i versamenti effettuati da El Mencho per mantenere il controllo nello stato di Jalisco. Il registro elenca sicari, vedette, agenti, hacker e presunte tangenti pagate a poliziotti, militari e pubblici ministeri. I libri contabili – rinvenuti sia su fogli manoscritti sia in file digitali – sono diventati prove fondamentali per la procura generale. Datati dicembre 2025, tracciano entrate e uscite legate alle operazioni a Tapalpa e nei comuni limitrofi.

Con la morte del signore della droga, all'interno del Cjng si è aperta la questione della successione. Secondo il Wall Street Journal, alla fine ha prevalso Juan Carlos Valencia González, noto come "El 03", scongiurando così una possibile guerra interna. I nomi alternativi erano quelli di Ricardo Ruiz Velasco detto "El RR" o "Doble R"; Hugo Gonzalo Mendoza Gaytán "El Sapo"; Audias Flores Silva alias "El Jardinero" e Heraclio Guerrero Martínez "El Tío Lako". Valencia González, che El Mencho considerava suo figliastro, è figlio di Armando Valencia Cornelio, stretto collaboratore del boss, arrestato nei primi anni 2000 e rilasciato nel 2020 per motivi di salute. Il suo percorso all'interno del cartello include la guida dei Gruppi d'Élite del Cjng: cellule armate incaricate di proteggere le rotte strategiche, espandere i territori e fronteggiare i rivali, tra cui il Cartello di Sinaloa e La Familia Michoacana. Per rafforzarle, ha reclutato in larga misura ex militari – anche guatemaltechi – specializzati in tecniche di controinsurrezione, addestrando le sue forze in tattiche di guerra, uso di armi d'assalto, imboscate, impiego di veicoli blindati e operazioni in stile commando.

La procura generale lo identifica come responsabile di rapimenti, omicidi e operazioni di alto profilo. El 03 è noto per la sua estrema riservatezza: esiste una sola fotografia pubblica che lo ritrae. Nato in California, detiene la doppia cittadinanza messicana e statunitense, un vantaggio non trascurabile nell'organizzare operazioni transfrontaliere – ma anche un ostacolo per le forze dell'ordine, vincolate a rigidi requisiti legali per indagare su un cittadino americano. Su di lui pende comunque una taglia da cinque milioni di dollari offerta dal Dipartimento di Stato per chiunque fornisca informazioni utili alla sua cattura. La sua figura incarna il nuovo paradigma del narcos binazionale: strategico, spietato, con solida esperienza nelle operazioni transfrontaliere e protetto da reti legali complesse.

Il Cjng, nel frattempo, non ha perso la sua forza. Venerdì scorso, in una conferenza stampa nel Quintana Roo, Omar García Harfuch – Segretario per la Sicurezza e la Protezione dei Cittadini, figura equivalente a quella di un ministro dell'Interno – ha confermato che il cartello è ancora "presente in diversi stati della Repubblica". "È un gruppo criminale organizzato molto potente", ha dichiarato. "La neutralizzazione del suo leader principale ne indebolisce la struttura, ma non significa che il gruppo sia scomparso. È presente su tutto il territorio nazionale ed è estremamente pericoloso."

A testimoniarlo è anche lo scarso risultato ottenuto nel colpire gli altri vertici del cartello: l'unico arresto significativo, avvenuto il 15 marzo, ha riguardato José "N", alias "El Pepe", un operatore logistico chiave, identificato come l'uomo che aveva accompagnato un socio del Mencho nella baita di Tapalpa due giorni prima dell'operazione.