foto Ansa
editoriali
La battaglia di Parigi. Il candidato socialista rischia al ballottaggio e gli argini agli estremi sono crollati
Dopo il primo turno del 15 marzo, il cordone sanitario anti estremisti si è spezzato in diversi comune e gli accordi si sono moltiplicati e intrecciati. Intanto i socialisti rischiano di perdere la capitale e sarebbe una catastrofe politica
Domenica si terrà il secondo turno delle elezioni comunali francesi, l’ultimo banco di prova prima delle presidenziali del 2027. Dopo il primo turno tenutosi il 15 marzo, in settimana si sono concretizzate alleanze e fusioni di liste in vista del ballottaggio, al quale hanno avuto accesso tutti i candidati che hanno ottenuto almeno il 10 per cento dei consensi. Il cordone sanitario anti estremisti si è spezzato in diversi comuni, con la sinistra moderata (socialisti, ecologisti e comunisti) che ha moltiplicato gli accordi per il secondo turno con la France insoumise (Lfi), il partito della sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, e la destra gollista che ha rinunciato a sbarrare la strada all’estrema destra del Rassemblement national (Rn) in città importanti come Nizza, dove il presidente dei Repubblicani, Bruno Retailleau, si è rifiutato di sostenere il candidato centrista Christian Estrosi, favorendo indirettamente il competitor della destra identitaria Éric Ciotti, alleato dei lepenisti. Ma i riflettori, in particolare, sono puntati su Parigi. L’accordo tra la gollista Rachida Dati e il centrista Pierre-Yves Bournazel, sommato alla desistenza della candidata della destra identitaria di Reconquête Sarah Knafo, potrebbe infatti condannare il rivale della gauche Emmanuel Grégoire e interrompere venticinque anni ininterrotti di dominio socialista nella capitale. A rafforzare questa ipotesi è il sondaggio pubblicato ieri da Elabe per BfmTv: Grégoire è in vantaggio di un solo punto su Dati, 45,5 a 44,5. Il restante 10 per cento è per la candidata di Lfi Sophia Chikirou, che ha deciso di mantenere la sua candidatura in ragione del rifiuto di Grégoire di creare una lista comune. Perdere Parigi sarebbe per i socialisti una catastrofe politica, sullo sfondo di un paese sempre più polarizzato, che registra l’avanzata simultanea dei due poli estremi, Rn a destra e Lfi a sinistra.
Frattura nella sinistra