Ansa
Editoriali
L'Iran uccide un cittadino svedese. E' la normalità del regime islamista
Teheran ha impiccato Kourosh Keyvani dopo un processo farsa, con l’accusa di “spionaggio per Israele”. Ancora una volta, il regime iraniano ha dimostrato di che pasta è fatto: barbarie pura, disprezzo totale per la vita umana, per il diritto internazionale, per la decenza più elementare
Gli iraniani capiscono che non possono battere l’occidente con i carri armati o gli aerei, quindi scelgono altri campi di battaglia su cui colpirli. Uno sono i droni, gli strumenti della guerra aritmetica e la chiusura di Hormuz. Un altro sono gli ostaggi. Ancora una volta, il regime iraniano ha dimostrato di che pasta è fatto: barbarie pura, disprezzo totale per la vita umana, per il diritto internazionale, per la decenza più elementare. Teheran ha impiccato un cittadino svedese, Kourosh Keyvani, dopo un processo farsa, con l’accusa di “spionaggio per Israele”. E’ la normalità del regime degli ayatollah.
La ministra degli Esteri svedese, Maria Malmer Stenergard, ha parlato di “profonda costernazione” e ricordato che la pena di morte è “inumana, crudele e irreversibile”. Parole sacrosante, ma inutili di fronte a un regime che della crudeltà ha fatto ideologia di stato. Il medio oriente è in guerra o sull’orlo del baratro: Israele e Stati Uniti bombardano l’Iran da tre settimane, missili volano, campi di gas sono in fiamme, i loro leader uccisi. E in mezzo a questo inferno, cosa fa la Repubblica islamica? Continua a impiccare cittadini stranieri. Sembra quasi dire: “Vedete? Siamo ancora qui, possiamo ancora uccidere chi vogliamo”. E’ un messaggio di sfida al mondo intero, un dito medio alzato verso la civiltà. Queste esecuzioni non sono incidenti. Sono politica. Il regime usa gli ostaggi stranieri come merce di scambio. Li prendono, li accusano di spionaggio, li tengono in cella per anni, li torturano, a volte li condannano a morte. Terrorismo di stato. Punto. Ogni forca è la prova che le belle parole non bastano. Il regime degli ayatollah capisce solo la forza e con la forza deve cadere.