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In Francia
“France libre”. Macron battezza la portaerei di nuova generazione ispirandosi alla resistenza e alla libertà
Il nuovo colosso dei mari subentrerà nel 2038 alla Charles de Gaulle: avrà una lunghezza di circa 310 metri, sarà equipaggiata con i caccia Rafale M e sarà spinta da due reattori nucleari di nuova generazione. Il costo complessivo si aggirerà attorno ai 10 miliardi di euro
Parigi. Negli ambienti dell’industria militare era nota con l’acronimo Pang, che sta per portaerei di nuova generazione. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha svelato ieri il suo nome: “France libre”, come il movimento di resistenza fondato a Londra da Charles de Gaulle con l’appello del 18 giugno 1940. “La nostra portaerei rappresenta la Francia, sarà a propulsione nucleare, digitale e ad alta sicurezza per contrastare attacchi cyber, concepita per l’evoluzione degli aerei e dei droni di ultima generazione”, ha annunciato ieri Macron a Indret, nei pressi di Nantes, dai cantieri di Naval Group in cui verranno costruiti i due reattori nucleari che alimenteranno la futura nave ammiraglia della flotta francese. La scelta di France libre è un omaggio allo “spirito francese, uno spirito di resistenza per rimanere liberi. Questa volontà di rimanere liberi è il grande progetto che ci anima, quello delle nostre forze armate, ma anche della nostra ricerca e delle nostre industrie nazionali”, ha affermato il presidente francese, sottolineando che se la Francia vuole restare libera “bisogna essere temuti, e per essere temuti bisogna essere potenti, e per essere potenti bisogna essere pronti a impegnarsi”.
Il nuovo colosso dei mari subentrerà nel 2038 alla Charles de Gaulle, attualmente schierata nel Mediterraneo orientale dinanzi al rischio di estensione del conflitto in medio oriente. La France libre avrà una lunghezza di circa 310 metri e un dislocamento di quasi 80 mila tonnellate a pieno carico, dimensioni che la collocheranno ben al di sopra della Charles de Gaulle (261 metri di lunghezza e un dislocamento di 42 mila tonnellate), ma anche delle portaerei britanniche classe Queen Elizabeth. La nuova portaerei francese sarà equipaggiata con i caccia Rafale M e sarà spinta da due reattori nucleari di nuova generazione, una soluzione che consentirà lunghi periodi di attività senza rifornimento e una maggiore disponibilità operativa rispetto a navi a propulsione convenzionale. Il costo complessivo si aggirerà attorno ai 10 miliardi di euro.
Parlando del progetto a dicembre alle truppe francesi di stanza a Abu Dhabi, Macron aveva dichiarato che la Francia deve esser pronta ad affrontare “l’èra dei predatori”, indicando la proiezione marittima come vitale per la sicurezza nazionale. Per Macron, che tra tredici mesi lascerà l’Eliseo, l’obiettivo è anche quello di associare il suo nome al progetto della più grande portaerei di una marina della Nato, esclusa quella statunitense. Durante il suo discorso sulla deterrenza nucleare tenuto all’Île Longue lo scorso 2 marzo, aveva già rivelato il nome del futuro sottomarino lanciamissili (Snle) di terza generazione, “Invincible”. Ieri, sui canali social di Macron, è stato pubblicato un video, “France is wild”, per raccontare la potenza militare francese, tra immagini della Charles de Gaulle, jet da combattimento Rafale in azione e centrali nucleari. Dal 2038, la force de frappe francese avrà una nuova arma.