L'India arresta sei ucraini con l'accusa di aver aiutato le milizie etniche in Myanmar
Perché improvvisamente a Nuova Delhi interessa la questione dei mercenari oltre il confine indiano? Non c'entra né la guerra civile che continua da oltre cinque anni né la repressione della giunta militare, anzi
Sei ucraini e un cittadino americano sono stati arrestati questa settimana in tre diversi aeroporti indiani perché accusati di essersi recati illegalmente nello stato nord-orientale indiano del Mizoram, di aver attraversato il confine con il Myanmar e di aver addestrato alcuni gruppi etnici armati all’utilizzo dei droni contro la giunta militare birmana. Secondo le autorità indiane, i sette avrebbero anche importato illegalmente un “ingente quantitativo di droni provenienti dall’Europa” per utilizzarli nel paese. Due di loro sarebbero accusati di cospirazione per commettere atti terroristici contro lo stato indiano, una pena che può arrivare fino all’ergastolo. Il governo ucraino ha chiesto l’immediato rilascio dei suoi cittadini perché finora non ci sarebbero prove, qualsiasi movimento nella giungla birmana è impossibile da verificare anche a causa del sistema repressivo della giunta militare e dalle divisioni in un paese che controlla soltanto in parte – la zona al confine con l’India, per esempio, è completamente controllata dalle forze ribelli. Eppure secondo il governo indiano sarebbero “migliaia” i mercenari occidentali passati dall’India al Myanmar e l’arresto dei sette stranieri sembra un segnale di una linea più rigorosa da parte di Nuova Delhi.
L’interesse improvviso di Narendra Modi per i mercenari in Myanmar non riguarda l’addestramento dei gruppi ribelli contro la giunta militare, ma la sicurezza ai suoi confini, dove sta costruendo una recinzione di oltre 1.600 chilometri perché della guerra civile che si combatte al di là del Mizoram da più di cinque anni non vuole saperne, anzi: finanzia la giunta insieme ai suoi principali sponsor, Russia e Cina, fornendo armi con cui l’esercito birmano bombarda i civili e continua a importare teak, il pregiatissimo legno birmano grazie al quale il sistema finanziario della giunta continua a resistere. Uno studio pubblicato questa settimana stima il valore del legname importato illegalmente dal Myanmar all’India sui 40 milioni di dollari all’anno.