Shehbaz Sharif (LaPresse)

Editoriali

Il Pakistan alza la posta. Corteggia Trump e Teheran mentre allarga la guerra contro l'Afghanistan

Redazione

L’operazione pachistana “Ghazab lil-Haq” è ormai un'offensiva su larga scala contro il regime dei talebani. Più passano le settimane però, più la crisi in medio oriente ha conseguenze concrete per un paese come il Pakistan che importa oltre l’80 per cento del suo petrolio

La guerra ai confini orientali dell’Iran, quella meno discussa sui media internazionali fra Pakistan e Afghanistan, ha subìto un rapido inasprimento ieri, quando il governo de facto dei talebani ha accusato Islamabad di aver bombardato un centro di trattamento per tossicodipendenti nella capitale afghana, facendo quattrocento vittime. La Bbc ha confermato il bombardamento dell’edificio, ma non ha potuto confermare il numero delle vittime. Il Pakistan nega, dice di aver preso di mira “con precisione” finora soltanto “installazioni militari e infrastrutture di supporto ai terroristi”. Ma adesso tutti si aspettano una reazione: il portavoce capo dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto ieri – non a caso – al Times of India che l’attacco “non resterà senza risposta”.

 

L’operazione pachistana “Ghazab lil-Haq”, che vuol dire “Ira per la verità”, va avanti dalle 24 ore precedenti all’attacco americano-israeliano contro il regime di Teheran, ed è ormai un’operazione su larga scala non più contro i gruppi terroristici di confine ma contro il regime dei talebani. Più passano le settimane, però, più il governo pachistano di Shehbaz Sharif è in una crisi d’identità: dopo aver conquistato Trump – anche grazie alla capacità seduttiva del suo capo di stato maggiore Asim Munir – adesso è costretto a mediare fra i suoi alleati del Golfo, soprattutto l’Arabia Saudita con cui ha un trattato di mutua difesa, e con il suo alleato e vicino di casa iraniano. La crisi in medio oriente ha conseguenze concrete per un paese come il Pakistan che importa oltre l’80 per cento del suo petrolio, e ieri una petroliera pachistana, secondo Bloomberg, avrebbe attraversato Hormuz con l’apparente via libera di Teheran. Per questo sui media pachistani l’operazione Ghazab lil-Haq ha molto meno spazio della guerra in medio oriente. E il governo naviga a vista: ieri è stata annullata la parata della festa nazionale del 23 marzo, ufficialmente per via del “piano di austerità e risparmio di carburante”, ma anche per evitare che i talebani scelgano quel giorno per vendicarsi.

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