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il colloquio

Jihad nucleare. “Non si convive con la soluzione finale iraniana”. Intervista a Michel Onfray 

Giulio Meotti

"Gli intellettuali di sinistra hanno scelto il partito dell’odio verso l’occidente associato al capitalismo. La guerra all’Iran figlia del 7 ottobre". dice il filosofo francese

“Un totalitarismo del XXI secolo che va a cercare nell’alto Medioevo arabo gli elementi per creare una teocrazia per il presente, come se tra l’Egira di Maometto e l’arrivo dell’ayatollah Khomeini a Teheran nel 1979 non fossero trascorsi tredici secoli di storia”.  Così il filosofo francese Michel Onfray definisce la Repubblica islamica dell’Iran. “Il corpus dottrinale di questo nuovo totalitarismo, che segue il bolscevismo (1917), il fascismo (1922) e il nazismo (1933), nasce in Iran nel 1979” spiega Onfray al Foglio. 

“Riunisce il Corano (il testo santo e sacro dei musulmani), la sharia (il diritto coranico), gli Hadith (le parole del Profeta) e la Sira (la sua biografia autorizzata dai musulmani) in un unico insieme per fondare una politica teocratica monarchica nella quale tutti i poteri sono detenuti da un solo uomo” prosegue Onfray. “Vi si ritrova ciò che caratterizza il Medioevo: teocrazia e monarchia, dunque, ma anche misoginia, fallocrazia, omofobia, bellicismo e antisemitismo. Basta leggere i testi che ho appena citato per constatarlo. Aggiungiamo a ciò l’odio per l’occidente”. 

Eppure, noi occidentali siamo incapaci di immaginare che possano volere la bomba atomica e che possano usarla per ragioni escatologiche. “Perché gli intellettuali di sinistra che detengono il monopolio della produzione ideologica hanno scelto il partito dell’odio verso l’occidente associato al capitalismo e pensano che i nemici (gli integralisti musulmani) dei loro nemici (l’occidente capitalista) siano loro amici. Da anni l’Iran annuncia di lavorare all’arma atomica per distruggere Israele e gli intellettuali di sinistra ritengono che sia una buona notizia, perché ciò contribuirebbe alla scomparsa di un pezzo fondamentale della scacchiera capitalista mondiale. L’antisionismo, che è la forma contemporanea dell’antisemitismo, è una tappa nella loro logica rivoluzionaria internazionalista”. 

Sono ossessionati dalla distruzione di Israele. “Perché il loro corpus intellettuale, di cui il Corano fa parte, lo prescrive: all’epoca, infatti, le tribù che combattevano per il dominio territoriale  avevano come bersaglio le tribù ebraiche dei Banu Qaynuqa, dei Banu Nadir e dei Banu Qurayza. Così, durante la ‘battaglia del Fossato’ che oppone ebrei e musulmani, Maometto pone fine a tre anni di guerra latente con gli ebrei dichiarando che tutti gli uomini della tribù dei Qurayza saranno decapitati e le loro donne vendute insieme ai loro figli. Quasi un migliaio di ebrei vengono legati e decapitati uno dopo l’altro ai bordi di una fossa comune. Il testo della Sira dice: ‘il cataclisma si abbatté su di loro e il mattino seguente giacevano nelle loro dimore’ (VII, 78). L’antisemitismo è ovunque nel testo coranico. Con l’universalizzazione di questa religione è diventato consustanziale all’islam e all’umma, la comunità musulmana terrestre”. 

Onfray ha definito questa guerra “figlia del 7 ottobre”, il pogrom di Hamas. “Ciò che avvenne durante la battaglia del Fossato nel 627 non può forse essere messo in prospettiva con ciò che è avvenuto il 7 ottobre 2023? Queste guerre fratricide, poiché ebrei e musulmani provengono entrambi dal blocco abramitico, come del resto anche il cristianesimo, non cessano da secoli. Il ‘7 ottobre’ ha sorpreso i servizi segreti israeliani e traumatizzato gli ebrei di Israele e del mondo intero. Lo stato ebraico ha risposto militarmente e poi ha considerato di risolvere il problema una volta per tutte prendendo di mira la testa del nemico: l’Iran, che si stava dotando di un’arma atomica mentre altri paesi arabi, per lo più sunniti, stavano invece considerando una soluzione pacifica. Quegli stessi paesi ricevono oggi bombe sciite iraniane. Questo jihad atomico, questa soluzione finale nucleare, non poteva essere tollerato. Non si può dire che questo progetto sia stato nascosto. Non esiste alcun incontro di Wannsee durante il quale l’islam abbia segretamente deciso un piano per sterminare gli ebrei. Dal 1979, l’Iran sciita non ha mai smesso di proclamare le sue intenzioni a voce alta e chiara”. 

La “sinistra foucaultiana” esiste ancora. “Certamente. In Francia è quella di Mélenchon e dei suoi associati socialdemocratici, socialisti, centristi, ecologisti… E’, abbastanza globalmente — salvo notevoli eccezioni — quella del mondo dello spettacolo, dell’editoria, dell’università, della ricerca, delle librerie, del cinema, della pubblicità: la sinistra culturale wokista che grida al fascismo, al nazismo, al pétainismo, all’estrema destra quando non si urla in branco con loro. Vedrete: in Francia, al secondo turno delle elezioni municipali, quando bisognerà salvare seggi di consiglieri comunali per il rifacimento delle strade o di assessori per l’illuminazione pubblica, i socialisti e altri baceranno sulla bocca i turiferari goscisti di Hamas”. 

Samuel Huntington sembra aver avuto ragione, ancora una volta, riguardo allo scontro delle civiltà. “Lo dico da più di trent’anni”, conclude Onfray. “Quando appare in francese il libro di Huntington sono un giovane autore e aderisco alle tesi del filosofo americano, che afferma che la caduta del caduta del Muro di Berlino e la fine  dell’Unione Sovietica non significano la fine della storia ma l’avvento di nuove guerre che opporranno blocchi civilizzazionali costruiti su basi religiose: confuciane, induiste, giudeo-cristiane, ebraiche, islamiste, animiste. All’epoca  scrissi un piccolo libro intitolato ‘L’Europa agli antichi parapetti’, una formula di Rimbaud, per aderire a questa tesi e denunciare il crollo dell’Europa giudaico cristiana e l’ascesa dell’islam. Il mio editore si rifiutò di pubblicarlo e non l’ho proposto altrove, salvo a una rivista europea straniera, ma non ricordo più quale. Quel testo è rimasto nei miei cassetti”.
 

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  • Giulio Meotti
  • Giulio Meotti è giornalista de «Il Foglio» dal 2003. È autore di numerosi libri, fra cui Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri di Israele (Premio Capalbio); Hanno ucciso Charlie Hebdo; La fine dell’Europa (Premio Capri); Israele. L’ultimo Stato europeo; Il suicidio della cultura occidentale; La tomba di Dio; Notre Dame brucia; L’Ultimo Papa d’Occidente? e L’Europa senza ebrei.