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editoriali
Trump chiede a tutti, in privato o in pubblico: chi preferite, Rubio o Vance?
Il vicepresidente è stato chiaro: non c’è nessun conflitto interno, e ogni speculazione è creata dai media. Ma a una cena con grandi donatori repubblicani, il presidente non sembrava dello stesso avviso
Durante un comizio in Kentucky, Donald Trump ha chiesto agli elettori la loro opinione sul segretario di stato Marco Rubio, che lui apprezza molto. La folla ha risposto con un’ovazione.
Da settimane si parla di una battaglia interna all’Amministrazione su chi sia più vicino a Trump in questo momento, se Rubio o se il vicepresidente J. D. Vance. Se quest’ultimo è sempre stato considerato l’erede designato per il 2028, anche per la sua vicinanza ideologica con il movimento Maga delle origini, il rinnovato interesse per la politica estera di Trump durante il secondo mandato lo ha distanziato dalle posizioni isolazioniste del suo vice, avvicinandolo, invece, a Rubio.
Durante una conferenza stampa, il presidente americano ha affermato che Vance “era meno entusiasta di me nel cominciare l’operazione in Iran”. Il vicepresidente, dopo due giorni di silenzio, ha difeso la posizione statunitense, segnando la differenza tra questa guerra e a ll’invasione dell’Iraq del 2003, al quale continua a dichiararsi contrario. Resta il fatto che Vance non era presente a Mar-a-Lago né la notte della cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro né in quella dell’avvio delle operazioni di guerra in Iran: Rubio, invece, era lì entrambe le volte. I due rappresentano ali opposte del partito: Vance è vicino al figlio di Trump, Donald Jr., ad alcuni opinionisti del mondo Maga, tra cui Tucker Carlson, e alla vedova di Charlie Kirk, Erika. Rubio, invece, ha l’appoggio dell’establishment del Partito repubblicano, soprattutto tra i membri della comunità ispanica: figlio di esuli cubani, ha una posizione più vicina al mondo neoconservatore in politica estera.
Vance è stato chiaro: non c’è nessun conflitto interno, e ogni speculazione è creata dai media. Ma a una cena con grandi donatori repubblicani, Trump non sembrava dello stesso avviso: secondo il Wall Street Journal, tra una portata e l’altra continuava a chiedere: “Ma voi chi preferite tra J.D. e Marco?”
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