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Mandato d'arresto in Francia per l'islamologo Tariq Ramadan

Mauro Zanon

Nipote del fondatore dei Fratelli musulmani, Ramadan è sotto processo con l'accusa di aver violentato tre donne tra il 2009 e il 2016. I suoi legali aveva giustificato l'assenza al processo con l'aggravarsi della sclerosi multipla

Oggi la giustizia francese ha spiccato un mandato di arresto con esecuzione immediata nei confronti del controverso islamologo svizzero di origini egiziane Tariq Ramadan, sotto processo in Francia con l’accusa di aver stuprato tre donne durante una serie di incontri avvenuti in hotel di Parigi e Lione tra il 2009 e il 2016. Il processo si è aperto lunedì alla Corte criminale di Parigi, ma Ramadan, nipote del fondatore dei Fratelli musulmani Hassan al Banna ed ex consulente del governo britannico, non si è mai presentato alle udienze. Il motivo? Il suo ricovero in ospedale lo scorso weekend a causa dell’aggravamento della sclerosi multipla di cui soffre, secondo il suo team di avvocati.

Dinanzi all’assenza di Ramadan, i giudici hanno però deciso di disporre una perizia medica per verificare se lo stato di salute dell’accademico fosse effettivamente incompatibile con la sua partecipazione al processo. E la perizia affidata a due neurologi indipendenti, e resa nota ieri, ha concluso che Ramadan sarebbe nelle condizioni di potersi recare in tribunale: la sua sclerosi multipla è “stabile” e “senza segni di aggravamento”, si legge nel referto medico. L’udienza era stata inizialmente sospesa fino a mercoledì, poi a giovedì e infine a venerdì, per dare tempo ai due medici di fornire la loro perizia sulle condizioni di salute dell’islamologo. Oggi, alla luce del risultato dell’expertise, i giudici hanno deciso di procedere in absentia ma anche di emettere un mandato di arresto.

L’avvocato generale Philippe Courroye ha denunciato la “fuga” e la “vigliaccheria” del predicatore, che “ha posto una frontiera e il lago Lemano tra sé e la giustizia francese perché non vuole essere giudicato”. Nel 2025, l’islamologo era già stato condannato in via definitiva dalla giustizia svizzera a tre anni di reclusione, di cui dodici mesi effettivi, per stupro e coazione sessuale ai danni di una donna. Per il capitolo francese, Ramadan ha sempre respinto le accuse, ma rischia fino a vent’anni di reclusione.

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