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Kristi Noem lascia il suo incarico, e gliene creano uno ad hoc
L'ex lottatore di arti marziali miste Markwayne Mullin è il nuovo segretario alla Sicurezza interna. La repubblicana è stata nominata inviata speciale per lo “Scudo delle Americhe”, iniziativa lanciata da Trump contro l’immigrazione irregolare
Il nuovo segretario alla Sicurezza interna in attesa di conferma da parte del Senato, dopo l’allontanamento della controversa Kristi Noem, è il senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin. Ex lottatore di arti marziali miste, diventato noto anche per aver sfidato a un combattimento nell’aula del Senato il presidente del sindacato degli autotrasportatori Teamsters Sean O’Brien, ha già annunciato che il suo focus sarà quello di “mantenere il paese sicuro”. Le sue opinioni sull’immigrazione coincidono con quelle della Casa Bianca, e ha anche suggerito che i bambini nati negli Stati Uniti con genitori senza documenti, quindi cittadini americani a tutti gli effetti, dovrebbero essere deportati in modo da non essere separati dalla famiglia di origine. Un punto di rottura con il mondo Maga più oltranzista è invece la visione sul 6 gennaio: nel giorno del tentato golpe, Mullin è rimasto in aula e ha aiutato le forze dell’ordine a difendere il palazzo dai manifestanti che lo avevano invaso. Ha anche difeso pubblicamente il poliziotto che quel giorno ha sparato e ucciso Ashli Babbitt, manifestante diventata in seguito una martire per il movimento trumpiano, la cui morte è stata definita “omicidio” dallo stesso Trump.
Mullin sostituisce una delle figure più controverse di questa amministrazione. Kristi Noem era diventata una delle principali esponenti dell’ala più dura del trumpismo, con le sue politiche durissime sull’immigrazione, la visita alla prigione di massima sicurezza di El Salvador e il rifiuto di scusarsi dopo aver definito i due cittadini americani uccisi dall’Ice, la forza di polizia che risponde al dipartimento della sicurezza interna, “terroristi interni”. Proprio l’operazione in Minnesota ha mostrato le prime crepe con l’amministrazione: iniziata come un tentativo di deportare più immigrati possibile, con il dispiego di migliaia di truppe nelle strade di Minneapolis, con le immagini sempre più dure degli arresti e le due uccisioni civili ha reso le politiche trumpiane sull’immigrazione sempre più impopolari nei sondaggi. Ma non è per questo che è stata allontanata. Durante un’udienza al Senato di settimana scorsa, è stata criticata in maniera bipartisan per una campagna pubblicitaria del dipartimento, costata 220 milioni di dollari e assegnata senza un bando corretto, che vedeva Noem stessa come protagonista assoluta, in sella a un cavallo ai piedi del Monte Rushmore. Pressata dal senatore repubblicano della Louisiana Joe Kennedy, ha detto che Trump stesso aveva approvato lo spot, cosa che ha mandato la Casa Bianca su tutte le furie e ha portato a una nota del presidente in cui faceva sapere di non essere a conoscenza della pubblicità.
Noem si è fatta molti nemici anche all’interno del dipartimento: aveva infatti richiesto che il suo ufficio rivedesse tutti i contratti e le assegnazioni da più di 100.000 dollari. Questo ha sensibilmente rallentato il lavoro di Fema (Federal Emergency Management Agency), agenzia che coordina la risposta federale ai disastri naturali. Il deputato repubblicano della California Kevin Kiley ha detto che nel suo distretto i cittadini stanno ancora aspettando ristori per 2.5 milioni di dollari risalenti all’ultima stagione degli incendi: provvedimenti che sono ancora sulla scrivania di Noem in attesa di firma.
Ad approvare questi stanziamenti di fondi era aiutata dal suo consigliere speciale, Corey Lewandowski. L’uomo ha accumulato sempre più potere all’interno del dipartimento e, secondo il Wall Street Journal, aveva una relazione extraconiugale con Noem che i due non si curavano di nascondere. Pressata anche su questo dai senatori, ha definito la storia “spazzatura da tabloid”. Con molta probabilità, però, anche Lewandowski lascerà il posto.
Nonostante tutti questi scandali, Trump ha deciso di trovare comunque un altro incarico a Noem. È stata nominata, infatti, inviata speciale per lo “Scudo delle Americhe”, un’iniziativa lanciata da Trump, che avrebbe l’obiettivo di coordinare la risposta dei governi del continente americano sulla lotta all’immigrazione irregolare. Di fatto, è un summit a cui partecipano i leader di destra del continente, come l’argentino Javier Milei e il salvadoregno Nayib Bukele e a cui Noem partecipa con un ruolo creato per lei ad hoc. La prima riunione si terrà questo sabato a Miami e Noem ha già fatto sapere su X di essere entusiasta di “lavorare per smantellare i cartelli della droga” e di “sviluppare partnership costruite nei 13 mesi da segretaria alla sicurezza interna”.