in germania

Il voto in Baden-Württemberg, nel cuore in crisi dell'automotive tedesco

Lorenzo Monfregola

Nel Land più industriale della Germania Merz si gioca il primo test del super-anno elettorale: il candidato Cdu Hagel è testa a testa con il verde Özdemir mentre l’AfD cresce nei sondaggi. La scommessa sull’intelligenza artificiale e sull’innovazione per ritrovare la vecchia gloria industriale

Stoccarda. Friedrich Merz è arrivato a Ravensburg, per chiudere la campagna del 37enne e poco conosciuto Manuel Hagel. Il cancelliere non può fare altro che metterci la faccia. Domenica nel Baden-Württemberg si vota, primo appuntamento elettorale del super-anno tedesco che prevede poi le urne in Renania-Palatinato, Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania. Regione tra le più ricche e produttive d'Europa, il Baden-Württemberg è un test molto delicato per il governo. La cosiddetta Autoland, la terra dell'automotive, è spezzata tra la paranoia di poter decadere come una Detroit tedesca e i tentativi di rilanciare un'innovazione che sappia competere con Cina e Stati Uniti. Dopo 15 anni, lascerà lo scettro della guida del Land il padre nobile del conservatorismo verde, il ministro-presidente uscente Winfried Kretschmann, artefice di una finora solida coalizione verde-nera tra Verdi e Cdu. Questa volta dovrebbe toccare a una coalizione nera-verde, con i cristiano-democratici a governare. O forse no. Gli ultimissimi sondaggi danno un inaspettato testa a testa tra Hagel e il candidato verde Cem Özdemir, entrambi sarebbero intorno al 28 per cento. Ex ministro dell'Agricoltura con Scholz, tedesco di genitori turchi ma non troppo liberal sull'immigrazione, il 60enne Özdemir punta su un forte capitale di consenso personale. Giovedì è la verde Muhterem Aras, presidente del parlamento del Baden-Württemberg, ad accogliere la stampa estera a Stoccarda. Aras ribadisce la linea: "Dobbiamo mettere insieme economia ed ecologia. Guadagnare soldi con le tecnologie verdi. Noi vogliamo che le nostre aziende facciano profitto. Non sono come quelli della Linke, io sono contenta se le aziende fanno profitto: significa benessere, posti di lavoro".

 

Molto dietro nei sondaggi ci sono Spd, Linke e Fdp. Il vero terzo incomodo sarà invece l'AfD, che è stimata al 18 per cento. Il candidato dell'ultra-destra è il 35enne Markus Frohnmaier, vice-presidente del gruppo parlamentare AfD a Berlino, fedele di Alice Weidel, vicino alla corrente più estremista e ostinato predicatore dell'agenda russa. Frohnmaier non corre nemmeno per il parlamento del Baden-Württemberg, ma solo come ministro-presidente, presentandosi piuttosto con obiettivi geopolitici. Steffen Degler, uno dei candidati di punta di AfD a Stoccarda, si augura e prevede che il cosiddetto muro antincendio nei confronti del suo partito crollerà presto, grazie ai pronosticati successi dell'ultra-destra in Sassonia-Anhalt. Degler sostiene che in Baden-Württemberg Hagel e la Cdu "prendono le nostre tematiche, quindi per metterle in atto dovrebbero allearsi con noi". Hagel ha però ripetuto più volte che non si alleerà mai con AfD.

 

Il pil pro capite del Baden-Württemberg rimane tra i più alti dell'Ue. Ma le locali Mercedes-Benz, Porsche e Bosch hanno annunciato da tempo significativi tagli di posti di lavoro. Il calo dell'export in Cina e i dazi americani si stanno sentendo. Sull'auto elettrica ci sono stati ritardi considerevoli e i costi energetici continuano a pesare sulla produzione industriale. Se si conta anche l'indotto, nel Land i lavoratori legati all'automotive sono quasi 500 mila. Dal 2019 il settore auto ha visto il calo di oltre 100mila posti di lavoro, così come oltre 150 mila in altri settori. In positivo solo elettrotecnica, chimica e farmaceutica.

 

Per ritrovare la vecchia gloria industriale, cresce la speranza nell'innovazione. A Tubinga si trovano gli edifici squadrati della Cyber Valley, il più grande consorzio di ricerca in Europa nel campo dell'AI e della robotica autonoma. Nessuno qui pensa che l'AI possa compensare le difficoltà del mondo dell'auto sul breve periodo. Ma Mercedes, Porsche, Bosch e BMW hanno intanto investito nel mega-hub. "Il governo tedesco sta puntando molto sull'embodied AI, perché in un qualche modo per i Large Language Models abbiamo perso la corsa" spiega Florian K. Mayer, ceo di Cyber Valley, che aggiunge: "L'incarnazione fisica dell'AI può essere realizzata anche dall'industria automobilistica. Per l'Europa questo è un settore in cui possiamo competere con altri attori mondiali, come la Cina e gli Stati Uniti". Intanto, anche nel mondo AI tedesco si è iniziato a puntare sul dual-use: aprire all’utilizzo militare è diventato quasi automatico. Una realtà anche per altre storiche aziende del Land.

 

Trumpf è tra i leader mondiali delle macchine utensili e delle tecnologie laser. La sede si trova a Ditzingen, fuori Stoccarda. La dirigenza di Trumpf dice che non diventerà certo un fornitore militare, ma guarda comunque anche a quel settore: entro tre anni conta di sviluppare nuovissimi laser in grado di colpire e abbattere droni. Nel frattempo, anche qui si aspetta che la politica ridia slancio alla regione. Nicola Leibinger-Kammüller, ceo di Trumpf, riassume: "il cancelliere Merz sa quanto sia importante il Baden-Württemberg. Lui sa che se le cose non vanno bene qui, presto non andranno bene in tutta la Germania".

 

 

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