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Buy European, ma non troppo

Redazione

Dopo le trattative interne alla Commissione e l'opposizione della Germania, il provvedimento sarà molto limitato nella sua applicazione e ampio nella definizione di cosa è europeo

La Commissione di Ursula von der Leyen oggi farà un passo significativo per introdurre nell’Unione europea il principio del “Buy European”. Da anni la Francia insiste per un sistema di “preferenza europea” negli appalti pubblici e nei regimi di incentivi pubblici per favorire le imprese dell’Unione europea e proteggerle dalla concorrenza internazionale. Le coercizioni economiche di Donald Trump e Xi Jinping hanno creato le condizioni politiche per spingere la Commissione a fare un passo che ha sempre rifiutato. Ma sarà un passettino. La proposta dell’Industrial Accelerator Act sarà presentata oggi dal vicepresidente francese della Commissione, Stéphane Séjourné, che confermerà l’intenzione di arrestare la deindustrializzazione dell’Europa. Tuttavia, il provvedimento sarà ben al di sotto delle ambizioni iniziali di Séjourné. Dopo le trattative interne alla Commissione, vista l’opposizione della Germania e le pressioni di paesi terzi come il Regno Unito, il “Buy European” sarà molto limitato nel suo campo di applicazione e decisamente ampio nella definizione di cosa è considerato europeo. Alcuni settori, che erano inseriti nelle prime bozze (in particolare le tecnologie legate ai semiconduttori, all’intelligenza artificiale e al quantum) sono stati eliminati dal sistema di preferenza europea. Altri (come la chimica) dovrebbero entrarci solo in un secondo momento. Il provvedimento toccherà soprattutto il green tech, l’acciaio e le automobili. I meccanismi per verificare la presenza e le quantità minima di componenti europee creeranno nuova burocrazia. Il concetto di “European” sarà molto esteso: non solo i paesi dell’Area Economica Europa (Norvegia, Islanda e Liechtenstein), ma anche quelli con accordi commerciali che prevedano reciprocità. “Preferisco non parlare di ‘made in Europe’, ma di ‘made with Europe’”, ha detto il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, sottolineando il rischio di “scivolare verso un protezionismo generalizzato”.

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