Foto ANSA
un cerchio rosso sul calendario
Alì e Sal, due target centrati. Un weekend da sballo
Svegliarsi il sabato mattina e “Khamenei ha abbandonato il gruppo”. Scoprire la domenica mattina che Sal Da Vinci ha vinto Sanremo. E il pianto delle prefiche è gustoso come il sale sul margarita
Per una volta si può proprio dire: un weekend così quando ti ricapita? Un weekend da segnare con un cerchio rosso sul calendario, anzi proprio col simbolo del target: colpiti e affondati. Svegliarsi il sabato mattina e “Khamenei ha abbandonato il gruppo”. Scoprire la domenica mattina (come Bob De Niro siamo andati a letto presto) che Sal Da Vinci ha vinto Sanremo. E poi tutta la bella domenica a godersi prefiche e incazzati che schizzavano doppia bile su giornali e social. Un weekend così bello che non ha potuto guastarlo neppure Michele Serra con gli occhiali da colonnello Kilgore di Apocalypse Now a “Che tempo che fa”. Dove senza che nessuno battesse ciglio è riuscito a dire la seguente cretineria: “Gli americani sono molto fortunati, perché dovunque vanno per esportare la libertà trovano il petrolio”. Dunque quando sbarcarono in Normandia cercavano il petrolio, e quando hanno liberato l’Italia dai nazifascisti aiutando i partigiani (quelli bravi, non ancora dell’Anpi pagliarula) cercavano il petrolio. A Montecassino. Ma non ha guastato il weekend, il pianto inconsolabile delle prefiche dell’Iran era gustoso come il sale sul Margarita. E così pure i lamenti degli adoratori a fasi alterne del diritto internazionale.
Quelli che non hanno mai detto be’ quando in violazione del diritto internazionale gli ayatollah colpivano paesi stranieri con i proxy sgherri di Hezbollah e di Hamas, con gli houthi o le milizie sciite in Iraq. Quando tiravano giù con atti di terrorismo l’aereo PS752 delle Ukraine Airlines. Non che non era violazione. E non dicono nulla neppure oggi per gli attacchi iraniani a paesi estranei all’attuale azione militare – il Qatar, il Bahrein, gli Emirati, il Kuwait e persino Cipro. Piangete, piangete per il diritto internazionale.
L’altro target centrato era al Festival di Sanremo (ascoltato per manco un minuto, tanto dicevano tutti che è stato peggio del solito no?) ed è la vittoria di Sal Da Vinci che ha mandato ai pazzi un sacco di gente, più o meno la stessa di cui sopra ma con l’aggiunta dei festivalieri, o di tipini fini come Cristian Gallella, “storico ex tronista di ‘Uomini e Donne’”, ci informa Fanpage. I post apodittici del genere “la vittoria più immeritata degli ultimi 10 anni” piovevano come droni. Perbacco. Ma ha vinto Sal Da Vinci, col suo pop mediterraneo, non lo chiamate neomelodico. Con la sua canzone che ha diviso l’Italia in due, come succede sempre. Se canti l’amore eterno e monogamico, farai schifo a chi preferisce l’amore in tutte le altre declinazioni o moltiplicazioni possibili. Succede sempre anche a squadre invertite, a far ridere è lo scandalo di chi vede l’Italia ruzzolare cinquant’anni indietro. Ma non ci ha guastato il buonumore nemmeno l’ira funesta di tutti quelli che hanno dato di matto per il trionfo di Sal Da Vinci. Anzi, erano dolcissimi come il rum sul babà. E poi, diciamocelo: il referendum lo vincerà il No, anche perché andranno a votare tutti i neomelodici di Gratteri e Di Matteo. Ma per la povera Giorgia la vittoria di Sal con quel “Per sempre sì” che ormai già cantano nelle chiese (primo classificato don Michele Schiavone della parrocchia di San Pio a Margherita di Savoia, provincia di Barletta-Andria-Trani), e se non sono proprio completamente fessi canteranno in tutti i comizi è l’unica, davvero l’unica nota positiva per Meloni a proposito di referendum da due mesi a questa parte. La stampa dei gratteros ha già provato a fargli dire che voterà No, ma lui li ha rimbalzati. Pensateci bene, Sal è l’unico che col suo ottimismo, che ha ribaltato a furor di popolo le giurie e le élite quaquaraquà, il suo refrain appassionato e popolano è l’unico che potrebbe rimediare ai disastri di Nordio. Ma comunque vada, è bello anche saperlo rappresentante dell’Italia all’Eurovision di Vienna, al posto di una Levante qualsiasi – lei aveva annunciato che se avesse vinto non sarebbe andata per protesta anti Israele ma è arrivata quattordicesima, quasi la fregava persino J-Ax – ci sarà lui, Sal Da Vinci. Con la sua musica che piace a metà degli italiani. Chi lo poteva sognare, un weekend così?